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6 startup italiane che sono pronte a diventare grandi

6 startup italiane che sono pronte a diventare grandi

Il gruppo LVenture presenta agli investitori sei società innovative pronte a crescere e a candidarsi per investimenti fino a 5 milioni di euro. Dalla salute al turismo, dagli esport alla pubblicità digitale, ecco chi sono

Luigi Capello, ad di LVenture Group (foto LVenture)

Sei nomi di startup affiancati da due opzioni: “Soft commitment” e “No, non sono interessato perché…”. Questa è la manifestazione di interesse inserita nelle cartelline consegnate agli investitori invitati all’investor night di LVenture Group, holding di partecipazioni quotata alla Borsa di Milano.

Fundraising aperto per sei startupper la cui età media non supera i 32 anni. In platea, invece, professionisti e imprenditori che, dopo i cinque minuti di pitch, hanno riempito i successivi cinque di domande tecniche.

L’obiettivo è chiaro: investire. LVenture Group è alla sua seconda edizione della notte dedicata a far incontrare bisogno e possibilità con in mano risultati conseguiti e margini di crescita.

“In Italia oggi c’è un’enorme opportunità perché siamo un Paese di risorse umane con un forte spirito imprenditoriale”, spiega Luigi Capello, amministratore delegato di LVenture Group: “Il nostro ecosistema, arricchito da partner di prestigio come Hatcher+, Fondo Vc di Singapore e Cariplo Factory, ci permette di supportare sempre più le startup, con maggiori risorse per il programma di accelerazione e di sostenerle nello scaleup”.

La holding affianca gli startupper valutando le motivazioni del team, il mercato, la concorrenza, le potenzialità del prodotto. Godono di un network di oltre 100 investitori con un 80% di tasso di successo delle startup accelerate, 60 in tutto nel portfolio, che hanno generato 1300 posti di lavoro. E-sport, analisi dei big data, salute, turismo sono solo alcuni dei campi toccati dalle nuove realtà imprenditoriali presentate nella notte degli investitori.

La fase seed

Nella sessione seed, per round di investimento sino a 1 milione di euro, sono state presentate Dive Circle, Gec e Epicura.

Per gli amanti del subacqueo, il cui mercato si valorizza in 90 miliardi di dollari, c’è un’offerta destrutturata. “Organizzare un viaggio per sealover è complicato. Dive Circle risponde all’esigenza con una piattaforma per aggregare i servizi. Dal volo, all’alloggio, alla possibilità di escursioni fino all’assicurazione”, così parla il fondatore Massimiliano Miglio. Più di 4mila utenti registrati, in un anno 300 viaggi e già ora registra un +150% nel 2019 rispetto al 2018. 200 le destinazioni con accordi diretti per un carrello medio di 3.600 euro e un 14% di returning rate.

Il supporto online è garantito 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana, e automatizza per gli stakeholder il processo di gestione delle prenotazioni e di crm. Per il b2b, Dive Circle permette anche alle agenzie di viaggio affiliate la vendita di pacchetti turistici dedicati al diving. “Nel 2020 vogliamo diventare un hub per esperienze per subacquei”, prevede Miglio.

Gec oggi è il più grande network di esport in Italia che regola la scena del gaming competitivo. L’idea è nata dalla constatazione di una frammentazione di mercato, di un allenamento poco assiduo e non sufficiente e di un difficile ingaggio. È stato allora che è iniziata l’avventura, come ha raccontato Gianluca Miele, uno dei co-fondatori. “Formazione e organizzazione di torneri sono i nstri driver. Abbiamo bisogno di crescere e l’esperienza dice che è possibile. A oggi abbiamo sviluppato Getpro, la piattaforma di video-corsi sugli e-sport prodotti dai videogiocatori. Gec gestisce più di 100 società sportive, che hanno organizzato oltre 1.500 tornei con 65mila partecipanti: numeri in forte crescita, che già rappresentano più del 95% di tutte le attività svolte in Italia”, spiega.

Gianluca Manitto di Epicura (foto: LVenture Group)

E dopo il turismo e il gioco, nel primo round di investimenti non poteva mancare la salute con EpiCura. Il suo ad, Gianluca Manitto spiega: “È un primo poliambulatorio digitale in una Italia che è il secondo Paese più anziano al mondo. Da quale esigenza siamo partiti? La sanità digitale cresce del 65% ogni anno con una prevalenza crescente di cure domiciliari. Le soluzioni attuali non sono flessibili e tempestive e, dall’altra, ci sono molti professionisti che fanno fatica a lavorare full time. Gli italiani intanto spendono più di 40miliardi di euro per pagare cure sanitarie in regime privato”.

Con Epicura è possibile prenotare in modo semplice e veloce prestazioni sanitarie e socio-assistenziali, 365 giorni l’anno, assicurando i servizi richiestientro 24 ore dalla richiesta e all’orario preferito dal paziente. Gestisce gli interventi socio-sanitari, incassa il ricavato delle prestazioni ed emette direttamente fattura ai pazienti, garantendo loro la detraibilità delle spese sanitarie.

Le startup later stage

Nella sessione later stage, per round di investimento sino a 5 milioni di euro, sono state presentate BigProfiles, Filo e Manet.

Lorenzo Luce di Big Profiles (foto: LVenture Group)

Come lascia intuire il nome, BigProfiles, si tratta di un sistema di profilazione predittiva della propria clientela. Come? Grazie all’intelligenza artificiale, di cui uno dei massimi esperti è Lorenzo Luce, fondatore della startup, non a caso chiamato anche ai tavoli governativi dedicati al tema.

BigProfiles attraverso l’analisi dei big data produce un profilo completo di ognuno, sfruttando le informazioni pubbliche presenti sul web. La popolazione italiana è stata cataloga dal sistema in 8 milioni di microcluster con più di 250 indicatori di profilazione. “Grazie ai profili probabilistici possiamo capire la propensione all’acquisto della persona all’83%. Una banca che si è affidata a noi ha riscontrato un aumento delle vendite dei servizi del +148%”, osserva Luce. La customer intelligence è un mercato che cresce del 21%.

Filo, invece utilizza la tecnologia bluetooth per monitorare i più piccoli. Giorgio Sadolfo, ad, ricorda che ha lanciato Tata, il dispositivo anti-abbandono dei bambini, che avvisa i genitori sulla loro presenza in automobile. Filo, inoltre, ha ideato un device per il tracciamento delle cose importanti. Attraverso un’app si verifica la posizione di persone, oggetti, animali. La batteria è ottimizzata per durare oltre un anno.

Antonio Calia di Manet (foto: LVenture Group)

Manet, infine, rivoluziona il settore alberghiero con un software. “Uno smartphone personalizzato sostituisce il telefono fisso nella camera d’albergo Manet offre agli ospiti delle strutture il traffico voce/dati, i servizi turistici e agli albergatori una web dashboard con cui gestire i loro servizi e le relazioni con i clienti”, racconta l’ad Antonio Calia. Manet è oggi presente in più di 100 strutture in Italia, Regno Unito, Spagna e Grecia.

 

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