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Alice Gentilucci, la fashion stylist per eccellenza si racconta su ModaMax

Alice Gentilucci, la fashion stylist per eccellenza si racconta su ModaMax

Ore 9:00 del mattino di quelli che sembrava un martedì come tanti. Mentre sono lì ad aspettare il caffè che sale, sento squillare il telefono, è il redattore. Con voce squillante mi comunica che c’è un’intervista molto speciale di cui occuparmi, incuriosita chiedo di chi si tratta, e lui “Alice Gentilucci”.

Rimango circa 30 secondi in silenzio, incredula, per poi esclamare “la Gentilucci? Davvero?”. Ero talmente sbigottita da non riuscirci a proferire parola. Proprio io che sono cresciuta a pane e Vogue, che a scuola nell’intervallo sfogliavo i magazine di moda, incantandomi a guardare i servizi fotografici spettacolari che venivano proposti, avrei dovuto intervistare uno delle donne più influenti dell’editoria internazionale.

Perché per i pochi che ancora non la conoscessero Alice Gentilucci è una delle Fashion Style di maggiore successo nel mondo. E propri lei, perno della moda mondiale, solo per noi, con il garbo e la gentilezza che la contraddistingue si racconta a ModaMax così…

 

Iniziamo con una domanda passe-partout: quando nasce la sua passione per la moda? E come è diventata la donna di successo che è adesso?

La passione per la moda è nata e cresciuta con me. Sin da bambina, mi piacevano i vestiti, guardavo mia madre, che era molto bella ed elegante, disegnavo dei figurini di abiti per lei chiedendole se li avesse mai indossati. In realtà ero attratta dalla moda, ma ancor di più nel suo utilizzo per creare un’immagine.

Quando iniziai a Vogue Italia avevo solo 23 anni. Franca Sozzani mi diede l’opportunità di lavorare nel suo giornale, che era anche il più bello, il più ispirante ed unico.

Un giornale internazionale, fatto da grandi talenti della fotografia, del costume e da donne di una bellezza eccezionale. Sono stata fortunata, ho lavorato in un periodo di grande creatività ed il mio lavoro mi appassiona ancora adesso.

Oggi è una tra le stylist più famose del mondo, fashion consultant per Condè Nast, fashion Editor per Vogue, Vanity Fair, insomma un colosso dell’editoria. Tantissimi i traguardi raggiunti, quale è stato il più faticoso da raggiungere? E quale sogno non ha ancora realizzato?
Non mi prefiggo mai dei traguardi, solo a pronunciarla la parola “traguardo” mi mette l’ansia, dunque non saprei rispondere. Un sogno da realizzare? Beh a dire il vero avrei un desiderio, sono vicina dal realizzarlo, pertanto, per scaramanzia, non dirò nulla!
Riprendo fedelmente una sua citazione ” Labellezza è assolutamente inutile se non si ha carattere… Mi piacciono le donne consapevoli, curate e sarcastiche che interpretano un mondo al di là dell’abito. Donne intelligenti, sensuali e con personalità…”quale donna secondo lei incarna tali caratteristiche?

Queste caratteristiche si possono trovare in molte donne, ma se proprio devo far capire a quali donne mi riferisco, con un nome, potrei citare Frida Kahlo, Catherine di “Wuthering Heights”, Emily Bronte oppure Jennifer Lopez.

Parliamo ancora di donne, ha avuto modo di lavorare con le più famose top model di tutti i tempi, con chi è stato più piacevole lavorare e con chi meno? E perché?

Le modelle con le quali ho lavorato sono sempre state molto professionali, oltre che speciali nella loro bellezza estetica. E’ vero che le top models sono delle celebrità (lo erano soprattutto negli anni ’90), ma sono anche donne molto giovani, vorrei anche aggiungere che il lavoro di modella non è poi così facile come si crede: si scatta in estate con cappotti invernali, a volte nel freddo con abiti di chiffon, per non parlare di orari e fusi orari, ore trascorse al trucco e capelli, ci vuole disciplina. Quindi diciamocelo…qualche capriccio è consentito.

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Ph.Ellen von Unwerth – Bianca Balti.                       Ph.Ellen von Unwerth – Kate Moss      

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Eva Herzigowa Ph. Ellen von Unwerth.                     Ph. Paolo Roversi  Naomi Campbell

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Ha avuto l’onore di lavorare anche con i fotografi più grandi del mondo da Helmut Newton a Mario Sorrenti, per citarne solo alcuni. Ci racconti come sono andati quegli shooting e come è stato lavorare con loro.

Sono onorata di aver avuto modo di conoscere e collaborare con i grandi talenti della fotografia. Ogni “set” è una storia unica, ogni fotografo ha una visione personale della donna e credo che il lavoro dello stylist debba rispettare l’unicità di ogni talento. Il team è importantissimo spesso si collabora con gli stessi hair styles e makeup artists proprio per rafforzare la personalità del fotografo. Si crea una famiglia che condivide lo stesso pensiero e soprattutto la stessa visione, lo stesso sogno.

Con Ellen Von Unwerth e Peter Lindbergh ogni foto è una sorpresa, sono travolgenti e le modelle si divertono un mondo a posare per loro.

Helmut era un genio imprevedibile, esigentissimo e con un senso dell’umorismo contagioso.

Roversi ha una visione pittorica e poetica, e con lui si ascolta musica italiana. Milles Aldridge potrei paragonarlo all’ Almodovar della fotografia, anche se lui adora Fellini.

Sorrenti invece sperimenta ma ha dei canoni estetici molto precisi. (Questo solo per citarne alcuni).

A volte, mi piace pensare di cambiare le lenti ai miei occhiali così da poter immaginare e guardare le cose attraverso le differenti personalità di questi talenti, ho imparato tantissimo da tutti loro.

Christy  Ph. Mario Sorrenti                                      Ph. Helmut Newton  

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Può raccontare a me, e ai miei lettori, come nasce un servizio fotografico? O meglio da quale elemento/dettaglio si parte per realizzarne uno? Dove trova ispirazione?

E’ un lavoro di squadra. L’ idea può nascere dal direttore, dal fotografo o dalla stylist. Solitamente si parte da un tema moda d’attualità, ma può essere anche influenzato da un film, un personaggio specifico oppure da un colore, ci sono tanti elementi da mixare.

E’ chiaro che se una tendenza è uscita alle sfilate tutti saranno inspirati da essa. Allora, bisogna dare una visione personale, altrimenti diventa un cliché, e ciò comporterebbe che tutti i giornali farebbero gli stessi editoriali. L’ ispirazione può venire da qualsiasi emozione visiva ed estetica, ma anche da un racconto, dalla musica…

Ma è sul set il team che si scatena la vera alchimia per creare l’immagine che si desidera, e tutto, come per magia, si realizza e viene immortalato in uno scatto. Ovviamente anche la scelta della modella è decisiva, è lei che impersona un ruolo. Puoi avere il vestito più eccelso ma se non è interpretato nel modo giusto potrebbe non funzionare. Il team di Hair Stylist e MUA è altrettanto fondamentale, a volte anche il loro contributo può rivoluzionare un’idea.

Piccola curiosità, conoscerà molto bene Anna Wintour è così “tremenda” come la descrivono?

Ho incontrato la Sig.ra Wintour in alcune occasioni formali. E’ una donna carismatica, con me è stata sempre gentile e cordiale.

Quale è stato il momento più emozionante della tua carriera?

Mi emoziono tutti i giorni.

Se dovesse selezionare i 3 capi immancabili nel guardaroba di una Donna quali sarebbero?

Trench, pantaloni smoking, girocollo in cachemire.

Cosa non manca mai nella tua valigia? O qual è l’oggetto a cui non rinunci mai?

I jeans sono onnipresenti, mi devo trattenere dal non indossarli ogni giorno. Inoltre porto con me una medaglia d’oro che era di mio padre, non me ne separo mai.

Con quale personaggio del passato, anche storico, le sarebbe piaciuto lavorare?

David Bowie

Come definirebbe il suo stile?

Lo stile Alice

Domanda difficile: designer preferito?

Mi piacciono vari e differenti designer, tutto dipende dalle collezioni. Ciò che guardo è la creatività, la silhouette, i colori e soprattutto la qualità dei capi.

Il motto di Alice Gentilucci?

Fate di un hobby il vostro mestiere.

Cosa consiglia ai giovani che vogliono intraprendere la sua carriera?

Di essere curiosi, di nutrirsi di arte, moda, fotografia, musica e di non seguire le mode e di fare esperienza, almeno per qualche tempo, in una redazione.

Se dovesse descrivere sé stessa con 3 parole?

Indipendente, onesta, creativa.

E se dovesse descriversi con un profumo?

Patchouli

E con un tessuto?

Fortuny

Ha viaggiato tantissimo per lavoro, qual è la città che porta nel cuore?

Mi piacciono per motivi diversi tante città, ma per un unico motivo quelle storiche, amo l’Italia.

Il posto migliore dove fare shopping?

Londra

Cosa pensa dei brand low cost?

I brand low cost sono una realtà e non ho critiche, hanno rivoluzionato il mercato. Un motivo ci deve pur essere!

Ultima domanda un consiglio di stile da Alice Gentilucci?

Il mio consiglio è quello di prendere ispirazione dallo stile che piace ma di non perdere di vista il proprio corpo e la propria età.

 

Grazie Alice!

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