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Angela Nagle: “La destra trionfa? Colpa del conformismo di una sinistra incapace di ascoltare”

Angela Nagle: “La destra trionfa? Colpa del conformismo di una sinistra incapace di ascoltare”

A proposito di ironia. Qualche anno fa sembrava ci fossimo tutti stancati del postmoderno per prepararci a un ritorno del “reale”. Articoli, saggi, libri, convegni universitari. Nel momento in cui la sinistra ha abbracciato questa fame di realtà, li postmoderno si è realizzato con l’elezione di Donald Trump. Ironicamente, dovevamo aspettare che Francis Fukuyama rinnegasse la sua Fine della Storia per vederla realizzata.
Vero, ma in qualche modo i fan di Trump amano la sua franchezza, che è una forma di sincerità. Lui e Bernie Sanders, in modo diverso ovviamente, hanno infranto alcuni tabù della politica americana. Rispettivamente, il nazionalismo e il socialismo. Credo che il successo di Trump e della alt-right arrivi anche dal collasso e discredito delle politiche post-Guerra Fredda basate sull’esportazione della democrazia. I fantasmi dell’Iraq e dell’Afghanistan sono entrati in patria con le truppe, e i giovani ragazzi di destra sono diventati estremamente ostili alle politiche e i valori apertamente liberisti dei cosiddetti neo-con. I ragazzi nei forum dell’alt-right rifiutano l’idea di progresso ma anche la superiorità dei “valori occidentali”, che vedono degenerati. La cultura online della alt-right si sta dividendo tra la “fazione ironica”, che non avrà mai voglia di impegnarsi in un movimento politico per continuare fare meme nichilisti e offensivi tanto per divertirsi, e una fazione più seria, che ha il potenziale per fare politica.

Nel libro racconti come la cultura di Internet sia diventata una vera e propria contro-cultura, con tanto di capitale reputazionale, comportamenti tribali, riti e linguaggi specifici. Una cultura attorno alla quale si sono raggruppati i reietti, i bullizzati, quelli che in qualche modo si sono sentiti esclusi dal mondo dei vincenti. Questo risentimento è diventato la miglior moneta di scambio disponibile online. E la sinistra non l’ha ancora accettato.
La rabbia e il risentimento sono la valuta online della destra, mentre la vergogna e l’ostracismo sono diventate quella della sinistra. In questi anni è successa una cosa curiosa. Da un lato, il potere del trolling della alt-right, almeno nel mondo angloamericano, è molto diminuito soprattutto grazie alle politiche di deplatforming delle aziende tecnologiche. Dall’altro, la “cultura della vergogna” ha completamente preso piede nella vita vera. Ogni giorno un nuovo eretico viene messo alla gogna per qualche crimine contro i valori liberali e umiliato in maniera rituale. Molti intellettuali che hanno una visione critica della situazione mi dicono di essere spaventati da quello che sta diventando l’America oggi. Negli ultimi due anni lo spettro dell’alt-right è stato agitato per rimuovere tutte le voci critiche in favore di un’armata che cerca di rafforzare l’ortodossia liberale. Io sono una socialista pacifista e non mi interessa una politica identitaria liberal, per questo vengo criticata. La “sinistra” negli Stati Uniti oggi è un insieme di individualismo liberale, libertarianesimo e puritanesimo protestante. Prima o poi tutto questo produrrà un feroce contraccolpo che favorirà il ritorno di una destra veramente estrema.

Pensi ci sia una vicinanza tra le istanze della alt-right americana e il governo gialloverde italiano? In fondo anche il nostro governo basa il suo consenso sulla rabbia e il risentimento.
Non mi sembra si possa parlare dello stesso fenomeno. La cultura online di cui parlo nel libro è molto più oscura, nichilista e prevaricatrice. Per me l’Italia è il posto più bello del mondo e capisco perché le persone possano essere portate a un sentimento nazionalistico. La crisi dei migranti su cui la destra ha costruito il proprio successo non sarebbe mai dovuta succedere, ma è la conseguenza di guerre che l’Italia non ha cominciato. Inoltre, il ruolo dell’Europa, la disoccupazione e il fenomeno della fuga dei cervelli hanno causato un comprensibile contraccolpo elettorale. Le élite cosmopolite non riescono a comprendere la frustrazione di gente che non vuole vivere in questa crisi sociale, questo caos economico e questa mancanza di sovranità.

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