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Atiq Rahimi, afgani stanchi guerra

Atiq Rahimi, afgani stanchi guerra

(ANSA) – PORDENONE, 13 FEB – “Se esiste una missione della
scrittura, è quella di dare la parola a chi non l’ha. La
letteratura deve saper mettere le parole dove la loro assenza è
uno scandalo”: lo afferma Atiq Rahimi, lo scrittore e regista
afghano che sarà protagonista della 24/o festival Dedica, dal 10
al 17 marzo, a Pordenone.
   
La rassegna si addentrerà nell’universo letterario
dell’autore anche per dare la parola, attraverso la sua voce di
artista e intellettuale, a un Paese – l’Afghanistan – animato da
un grande spirito di libertà e di voglia di ricostruzione. Ma,
come scrive Rahimi, “gli afghani non sono affatto un popolo di
guerrieri. Un tempo erano liberi, gioiosi, ospitali. E oggi
vogliono la pace. Pagano il prezzo di tutte le politiche di
potenza, di tutte le follie, di tutti i rancori e di tutte le
voglie di vendetta. Io penso al popolo dell’ Afghanistan, fatto
di gente comune e terribilmente stanco di guerre e di tragedie”.
   
(ANSA).
   

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