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Cresce la spesa in cultura, ma è divario tra Nord e Sud

Gli italiani continuano a spendere in cultura: +2,6 % la spesa delle famiglie nel 2017 rispetto all’anno precedente, pari a 71,4 miliardi di euro. In particolare, 31 miliardi di euro sono stati destinati a teatro, cinema, musei e concerti (+3,1% rispetto al 2016). Il dato emerge dal quattordicesimo Rapporto di Federculture ‘Impresa Cultura‘, presentato questa mattina alla Camera di Commercio di Milano. Il trend positivo del settore, però, lascia spazio anche ad alcune ombre come le disparità geografiche e il divario tra Nord e Sud Italia. Nelle regioni settentrionali la spesa mensile in cultura in media supera i 150 euro, mentre in Meridione si abbassa intorno ai 95 euro, con il Trentino Alto Adige sul podio con una spesa media di 191 euro e i siciliani ultimi in classifica, che spendono circa 66 euro al mese in cultura.

    Questa differenza “è un vero problema – avverte il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli -: è la dimostrazione che l’Italia è un Paese che ha delle linee di faglia e ha grosse tensioni interne. Per questo abbiamo pensato a una manovra economica che ha l’obiettivo di far ripartire l’economia, ma anche di andare in controtendenza rispetto a questa separazione dell’Italia a due velocità”.
 

   Nonostante la crescita della spesa, l’Italia rimane comunque al di sotto della media europea: nel budget famigliare degli italiani la voce cultura copre il 6%, contro una media di 8,5 % degli europei e addirittura dell’11% dei più virtuosi svedesi.
 

   Cresce leggermente la quota di chi legge almeno un libro all’anno (dal 40,5% del 2016 al 41% del 2017), ma la voce che più preoccupa nel rapporto è quella dell”inattività culturale‘: il 38,8% degli italiani adulti non partecipa a nessun tipo di attività culturale. Il 2017 è stato un anno favorevole e in crescita anche per il turismo culturale, che si conferma il segmento di maggior peso del settore coprendo il 35,4% del mercato turistico e che ha visto un aumento dell’11,4% della spesa. Lombardia, Lazio e Veneto sono le regioni in cui si concentra il 60% della spesa turistica. Per il presidente di Federculture, Andrea Cancellato, “buona parte della crescita del settore è data anche dal turismo culturale ma un servizio culturale è forte se lo è anche per i cittadini e le famiglie”. “Il dato che più mi preoccupa – ha aggiunto – è che nella crescita del fatturato nello spettacolo dal vivo (+0,71% al botteghino) abbiamo però meno biglietti staccati (-4,31% di ingressi): è la prima volta che accade e questo va osservato con attenzione”.
    “Investire in cultura ha un doppio valore – ha aggiunto il presidente della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, Carlo Sangalli – significa investire nella crescita umana e nelle imprese, quindi sostenere l’economia”. 

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