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Ex province, volano gli stracci. Il sindaco di Messina: “Armao si dimetta”. Picciolo plaude a Micciché: “Ora spazio a proposte serie”

Ex province, volano gli stracci. Il sindaco di Messina: “Armao si dimetta”. Picciolo plaude a Micciché: “Ora spazio a proposte serie”

“Tale intesa– spiega il sindaco di Messina– non solo non risolve la situazione di dissesto ma continua a paralizzare gli ingenti investimenti di tutte le ex province”. Dopo un serrato confronto tra il sindaco della città metropolitana Cateno De Luca e l’assessore al bilancio Gaetano Armao è’ emerso che tale intesa ha trascurato l’aspetto più importante per le comunità ed i territorio: “l’impossibilità di avviare le procedure di gara per le infrastrutture strategiche da realizzare per strade ponti e scuole ed altre opere ancora”.

De Luca: “Si modifichi l’accordo o sarà guerra all’Ars”

“Si ammetta di aver commesso una minchiata– prosegue De Luca- ed oggi la presunzione e la mistificazione dell’assessore Armao ci ha inorriditi sotto il profilo istituzionale. O si modifica immediatamente l’accordo oppure sarà guerra nel Parlamento Siciliano”.

De Luca ha chiesto al Presidente Micchiche’ di intervenire trattando “immediatamente l’ordine del giorno già sottoscritto da ben venti deputati con la mozione di sfiducia che domani sarà depositata contro Armao e le sue farlocche ricette finanziarie”.

Miccichè chiede di incontrare De Luca

“Ho chiesto un incontro al sindaco di Messina Cateno De Luca per confermare l’assoluto interesse ed attenzione sull’argomento e garantire il voto sull’ordine del giorno alla prima seduta dell’aula, ritenendo prioritarie le istanze dei tanti sindaci siciliani che rappresentano la nostra prima linea sui territori. La Sicilia non dovrà mai più essere discriminata o mortificata rispetto al resto del Paese“- è quanto dichiara il presidente Ars di Forza Italia, Gianfranco Miccichè.

Picciolo: “Messo a nudo il gioco del continuo rimando”

Sul punto interviene anche il segretario di Sicilia Futura Beppe Picciolo: “Siamo d’accordo con i tanti Sindaci siciliani che ieri, con in testa Cateno De Luca, hanno messo a nudo il gioco del “continuo rimando. Urge adesso una netta presa di posizione in Assemblea Regionale da parte di quei deputati, liberi e forti, in primis i nostri rappresentanti istituzionali, che intendono evitare nuove soluzioni tampone; Sicilia Futura non accetterà proposte che ancora una volta fossero penalizzanti per la Sicilia ed i siciliani”. Il segretario di Sicilia Futura Beppe Picciolo plaude anche alla prontezza con cui il Presidente dell’Ars Micciché “ha garantito l’apertura di un dibattito chiarificatore in Aula, che possa portare ad una mozione unitaria di tutti i parlamentari che non vogliono svendere i diritti del popolo siciliano. L’importante – ha concluso Picciolo – è non abbassare mai la tensione su un tema così strategico per i nostri territori”.

Ex province: il vertice a Palazzo D’Orleans

“Non è il miglior accordo, ma l’unico possibile per le disponibilità finanziarie da parte dello Stato. Abbiamo dovuto scegliere tra una soluzione tampone, che ci consentisse di salvare dal dissesto 5, 6 ex Province, e il non fare nulla. Abbiamo optato per la prima”.
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, incontrando a Palazzo d’Orleans ieri una delegazione di primi cittadini dell’Isola, guidata dal sindaco metropolitano di Messina Cateno De Luca, in merito all’intesa raggiunta a Roma per il futuro delle ex Province. Alla riunione erano presenti anche l’assessore all’Economia Gaetano Armao, i deputati regionali Vincenzo Figuccia e Danilo Lo Giudice, i sindaci di Priolo Gargallo Pippo Gianni e di Giardinello Antonino De Luca, il capo di Gabinetto e il coordinatore della segreteria tecnica del presidente della Regione Carmen Madonia e Giacomo Gargano.
I sindaci hanno segnalato l’impossibilità, in molti casi, di poter approvare un bilancio triennale, così come previsto dall’attuale normativa finanziaria. Un problema che ha una ricaduta in tema di appalti pluriennali che utilizzano i Fondi sviluppo e coesione.

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