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Famiglia, Di Maio attacca Salvini: "Va dove si negano i diritti delle donne"

Famiglia, Di Maio attacca Salvini: “Va dove si negano i diritti delle donne”

L’attacco al convegno sulla famiglia è concentrico. Non appena Matteo Salvini ha fatto sapere che sarà presente all’appuntamento di fine marzo, i Cinque Stelle hanno iniziato a sferrare pugni e calci alzando, di giorno in giorni, i toni delle dichiarazioni. Si apre così un nuovo fronte all’interno di un governo che, negli ultimi tempi, fatica sempre più a trovare la sintesi sulle tematiche più calde. E il fatto che Luigi Di Maio sia entrato in prima persona sul ring dimostra che i grillini non sono disposti a soprassedere.

Sul sito del World Congress of Families, che si terrà a Verona dal 29 e al 31 marzo, campeggiano il logo della presidenza del Consiglio e il patrocinio del ministero della Famiglia, guidato dal leghista Lorenzo Fontana. “Mi rende incredulo il fatto che parlare di famiglia susciti polemiche”, commenta Salvini ai microfoni di Rtl 102.5. Eppure è proprio quello che sta succedendo. Il Pd ha già annunciato una contro manifestazione per “resistere e contrastare le minacce ai diritti da parte del governo“. Peccato che anche il governo sia profondamente diviso sulla partecipazione e sui contenuti dell’evento. Da una parte la Lega si è schierata senza se e senza ma a sostegno della famiglia tradizionale, dall’altra i Cinque Stelle ribollono al loro interno esternando i chiaro i mal di pancia nei confronti dell’alleato. Una distanza incolmabile che va ben oltre le politiche sulla famiglia, estendendosi su temi come le adozioni gay, l’utero in affitto e l’aborto.

“Io a un convegno come quello di Verona, dove si arriva persino a negare il tema della violenza contro le donne, non ci vado. E non ci andrà nessun parlamentare del Movimento“. Nelle ultime ore nemmeno Di Maio ha fatto nulla per nascondere la propria insofferenza nei confronti del convegno sulla famiglia. “Noi abbiamo un’altra idea di mondo“, ha rivendicato marcando la distanza con la Lega. Non è stato da meno il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che, in una intervista a Repubblica, ha accusato i partecipanti di “spostare le lancette dell’orologio sulla concezione della donna indietro di qualche secolo”. Un’accusa violentissima che fa il paio con quelle mosse dalla sinistra radicale e dai dem. E, se ora il problema è il convegno di Verona, più avanti lo sarà il ddl Pillon che da parte di molti grillini viene considerato addirittura “oscurantista”.

In Veneto ci saranno tutti i big del Carroccio. Con Salvini, ovviamente, in prima fila: “Mi hanno attaccato perché vado al congresso delle famiglie, come se uno andasse a un’iniziativa di spacciatori – ha spiegato il Capitano ieri dalla Basilicata – io ci vado”. Al suo fianco ci sarà anche il titolare della Famiglia, Lorenzo Fontana, grande promotore della manifestazione, e il governatore del Veneto, Luca Zaia. Ma anche gli alleati del centrodestra di Fratelli d’Italia, molto legati ai valori “classici” della famiglia cari ai leghisti della prima ora, e di Forza Italia, che sarà presente con il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani. “Io voglio sostenere chi mette al mondo figli“, ha ribadito oggi il vicepremier leghista precisando che ciò che non accetta è l’utero in affitto. “Le donne bancomat non mi piacciono. Stiamo lavorando per velocizzare le adozioni”. I grillini sono avvisati.

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