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Fashion Revolution e moda sostenibile: a Bologna incontri sul tema

Fashion Revolution e moda sostenibile: a Bologna incontri sul tema

Consumo consapevole: ormai l’informazione ci dà tutti gli strumenti per drizzare le antenne e attivarci, come consumatori, in modo che le nostre scelte non pesino sugli altri, laddove con altri si intendono persone che lavorano dietro le quinte, operai, a volta anche bambini e ovviamente il nostro pianeta.

Per sensibilizzare e formare le persone è nato Fashion Revolution, un movimento globale pensato per ridare dignità alla catena di produzione e scatenare il cambiamento attraverso consapevolezza, curiosità e informazione.

In questa iniziativa si inseriscono una serie di eventi gratuiti organizzati a Bologna presso il Centro Natura: incontri, mostre, performance per raccontare come la sostenibilità passa anche attraverso i vestiti e la moda.

Fashion Revolution: che cos’è?
Fashion Revolution

Quest’anno, la Fashion Revolution si tiene dal 22 al 29 aprile: come forma di protesta si chiede alle persone di aderire indossando un abito al contrario, scattandosi una fotografia e condividendola sui social usando gli hastag #whomademyclothes e #FashRev.

Questa campagna nasce in seguito al 24 aprile 2013, quando un complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka, in Bangldesh è crollato. Hanno perso la vita 1133 persone e ci sono stati innumerevoli feriti. In quella fabbrica lavoravano persone che producevano vestiti per alcuni dei marchi di moda più conosciuti appartenenti al settore low-cost.

Da consumatori molte volte che ne dimentichiamo, ma dovremmo ricordarci che dietro a un cartellino con un prezzo basso, si nascondono lavoratori sfruttati e sottopagati, condizioni di lavoro massacranti e pericolose. Insomma, qualcuno paga un prezzo al posto nostro.

HDFashion Revolution

Ecco perché nasce Fashion Revolution, come si legge sul sito ufficiale:

Siamo la rivoluzione della moda. Siamo designer, produttori, produttori, lavoratori e consumatori. Siamo accademici, scrittori, imprenditori, marchi, rivenditori, sindacati e responsabili delle politiche. Noi siamo l’industria e il pubblico. Siamo cittadini del mondo. Siamo un movimento e una comunità. Siamo voi.

Amiamo la moda. Ma non vogliamo che i nostri vestiti sfruttino le persone o distruggano il nostro pianeta. Chiediamo un cambiamento radicale e rivoluzionario.

Sul sito si può sottoscrivere il manifesto e scaricare un manuale informativo su come essere un Fashion Revulutionary. Per esempio, vi siete mai chiesti in quanto tempo si smaltiscono un paio di collant, dopo che li avete buttati via? O quando donate i vestiti usati, sapete che se vengono spediti in Africa, quello che pensate essere un gesto caritatevole sta distruggendo l’artigianato locale (il che non significa di smettere di donare i vostri abiti, ma solo di informarsi dandoli ad associazioni che magari aiutino senzatetto, rifugiati, bisognosi sul nostro territorio, che qui non hanno niente e a cui i nostri vestiti possono davvero essere d’aiuto)? E ancora, leggendo un’etichetta, scoprite dove il capo è stato confezionato, ma vi siete mai chiesti da dove viene il cotone usato per produrlo? Dove è stato tinto?

Sono dettagli, ma come tutti noi sappiamo, sono proprio loro a fare la differenza. Per il pianeta, per le persone e anche per noi stessi.

A Bologna gli eventi di B.e Quality
HDB.e Quality

Proprio in adesione alla Fashion Revolution, a Bologna prendono il via alcuni eventi e incontri per parlare di consumo consapevole, moda etica e sostenibile.

Un modo per “sbirciare dietro le quinte” e scoprire quali sono i piccoli gesti che possiamo fare ogni giorno per essere più attenti e responsabili.

Si comincia il 29 marzo alle 20:45 con un incontro-performance dal titolo Rallentare ci fa bene dentro e fuori. La serata comincerà con l’esibizione SlowmotionSlowfashion: Tempi alternativi per riscoprire noi nell’era del fast fashion di Martina Delprete e degli alunni della scuola di danza del Centro Natura. A seguire si terrà l’incontro con Pilar Morales di B.e Quality e Giorgio Dal Fiume di Altromercato sul rapporto che c’è tra un acquisto consapevole e il nostro benessere.

Il 17 aprile alle 18:00 si terrà il workshop (S)Cucito lento, a cura di Penelope Recupera: un incontro creativo per scoprire come dare nuova vita ai vestiti, in moda da ridurre gli sprechi e imparare il riciclo anche in ambito modaiolo.

Dal 22 al 29 aprile ci sarà invece una mostra interattiva dedicata alla Fashion Revolution Week. Un approfondimento non solo visivo sul movimento nato in seguito al crollo del polo manifatturiero in Bangladesh. Due sale in cui si spiegano le origini e le motivazioni di Fashion Revolution e in cui si elencano i modi per aderire al movimento e come contribuire a una moda più responsabile. Lungo il percorso ci sono diversi QR code di approfondimento e un set dove ci si potrà scattare una fotografia con indosso un capo d’abbigliamento al rovescio, per aderire alla campagna social.

Il 16 maggio alle 20:45 ci sarà l’incontro dal titolo Consumo responsabile: dal benessere personale a quello collettivo, con Pilar Morales di B.e Quality e Giorgio Dal Fiume di Altromercato. Un focus che parte dallo stato attuale e spiega modi, anche semplici, per sposare un approccio più responsabile all’acquisto e al consumo, in modo da avere un impatto positivo sulle condizioni di diverse comunità di lavoratori del mondo.

Il ciclo di incontri si conclude il 13 giugno alle 20:45 con We’ve got the power: abbiamo il potere! Un incontro per scoprire come cambiare il mondo attraverso le nostre azioni.

Tutti gli eventi proposti sono gratuiti e si svolgono presso il Centro Natura di Bologna.

Non ci sono scuse, insomma, per non partecipare e non ascoltare queste testimonianze in grado di aprirci gli occhi e trasformarci in consumatori consapevoli. E poi, ovviamente, ricordate le date della Fashion Revolution per postare le vostre fotografie sui social chiedendo ai marchi della moda #whomademyclothes?

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