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Firenze: con Vo per Botteghe, l'alto artigianato incontra il turismo

Firenze: con Vo per Botteghe, l’alto artigianato incontra il turismo

L’artigianato locale come patrimonio da difendere e far conoscere, ma anche, perché no, come volano per l’economia. Con le loro 80mila presenze all’anno, i due storici hotel di Firenze, il Laurus al Duomo e il Pitty Palace al Ponte Vecchio, hanno pensato di offrire un assaggio della vera arte fiorentina ai propri clienti, con lo scopo di far conoscere la città con le sue storiche tradizioni in tutto il mondo.

“Vo per Botteghe” è un tour gratuito per chi alloggia nelle due strutture, e ogni mercoledì mattina è pronto a regalare emozioni a chi si vuole aggregare e andare in avanscoperta delle antiche botteghe, dove L’artigiano non si limita a vendere un prodotto, ma lo presenta e lo realizza sul momento.

L’itinerario

Accompagnati dalla gentilezza degli organizzatori, la prima bottega dell’itinerario è la libreria Giorni, sopravvissuta alla grande alluvione del 66, che offre una vasta gamma di stampe e di libri antichissimi, tra cui anche vecchi testi universitari di medicina, storia, matematica e filosofia, dove avrebbero potuto studiare  Galileo Galilei o Leonardo da Vinci. Il titolare si chiama Francesco e risponde con pazienza a tutte le domande.

Dalla cultura all’opulenza, con la tappa alla bottega dell’orafo Paolo Penko, che racconta l’arte dell’intaglio, attività che a Firenze si pratica da sempre come se facesse parte del suo dna. Paolo insegna anche a scolpire i simboli sulle monete, e dopo aver visto il risultato del colpo di un pesante martello sul pezzettino di metallo rotondo, si capisce il significato del detto popolare “andare a batter moneta”.

L’avventura prosegue, nel favoloso mondo dei profumi, alla bottega Aqua Flor, nata nel 2009 e quindi giovanissima. Qui si realizzano profumi con una lavorazione scrupolosa, dal produttore al consumatore, che induce a una riflessione profonda: il profumo è come un abito, e come tale deve essere personalizzato. Il laboratorio da l’idea di un luogo incantato, una via di mezzo tra il covo segreto di uno scienziato d’altri tempi e un’antica farmacia, mentre le sale con i prodotti esposti inebriano i visitatori di profumi naturali e di scenografie curate nel dettaglio .

Dalla più giovane alla più antica: la bottega Filistrucchi è un gioiello d’epoca, nata nel 1720, dove da sempre si fabbricano parrucche, e oggi vengono realizzate anche vere e proprie maschere in lattice e silicone che riproducono la realtà in maniera disarmante. Gherardo è un ottimo intrattenitore, e nel raccontare la storia della sua bottega non fa mancare aneddoti storici e culturali che catapultano gli ascoltatori in epoche passate e affascinanti, dove corsetti e  vizi erano i due caratteri identitari.

Iltour si conclude all’Arte della miniatura, altra graziosa bottega gestita da Fulvia Chiesi, figlia di Franco, il proprietario. In questo posto si tocca con mano (anzi meglio non toccare) la vera arte manifatturiera, dove la qualità dei materiali utilizzati sposa l’abilità dell’artista, e il risultato è un oggetto prezioso, che suscita rispetto, e che per natura è inimitabile. Un’avventura originale che lascia il buon sapore in bocca, utile per far conoscere l’eccellenza fiorentina con una certa profondità, adatta a quei visitatori un po’ curiosi che si aprono al nuovo con coraggio e disponibilità, le due caratteristiche che differenziano il viaggiatore dal turista. l.m.

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