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Genesi del Dracula di Bram Stoker, tra film, libri e superstizione popolare

Genesi del Dracula di Bram Stoker, tra film, libri e superstizione popolare

Il 26 maggio si festeggia il Dracula Day perché in questa data, nel 1897, venne pubblicato il celebre romanzo di Bram Stoker.

Se allo scrittore irlandese va l’indubbio merito di aver reso Dracula un cult letterario, al regista Francis Ford Coppola va l’onore di averlo portato sul grande schermo. Come dimenticare il meraviglioso film in cui l’eterea Mina (Winona Ryder) cade tra le braccia del conte (Gary Oldman), mentre il marito Johnatan (Keanu Reeves) e il Maestro Van Helsing (Anthony Hopkins) tentano di salvarla a costo della vita?

Tutti conoscono Dracula, quindi, ma pochi sanno che il panico da vampirismo è legato alla superstizione popolare.

I malati di turbercolosi spesso venivano riesumati alla ricerca di segni manifesti sul cadavere. Celebre fu il caso di Mercy Brown (Rhode Island, fine dell’Ottocento) ritrovata ancora intatta nella tomba dopo alcuni mesi dalla sepoltura. Per l’allontanare il diavolo e la maledizione che stava uccidendo tutta la sua famiglia i suoi organi furono bruciati e dati da bere al fratello malato, che però, guarda caso, morì ugualmente. Potete trovare tutta la storia nel primo episodio del telefilm Lore, su Amazon Prime.

L’amore per i vampiri potrebbe sembrare di stampo squisitamente vittoriano, visto che ben presto le paure popolari si trasformarono in letteratura nella Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu (1872).

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La vampira Carmilla, come la Lucy sedotta da Dracula, è figlia di una donna ancora più antica, raccontata da Flegonte di Tralles (II d.C) nel Libro delle Meraviglie: Filinno.

La fanciulla macedone, morta prima del matrimonio, secondo il racconto torna in vita tutte le notti e seduce un giovane ospite nella sua casa natale. Quando l’uomo apprende di avere fatto sesso con un revenant si uccide per l’orrore, mentre il cadavere della ragazza viene bruciato per impedire che torni ancora dall’aldilà.

Come si può facilmente intuire, la figura del vampiro è legata inesorabilmente alla seduzione. Anche solo l’atto di penetrare con i canini il collo della vittima per succhiare linfa vitale è erotico: la stessa Mina, seppur innamorata di suo marito, non può resistere al fascino misterioso del conte, come l’amante notturno di Filinno è vittima della non morta femme fatale.

Che storia è quella dei vampiri, infatti, se non un incontro sublime tra l’uomo e il suo lato oscuro? Il gioco con Dracula ci tiene appesi da secoli, in bilico tra luci ed ombre, tra comfort zone e avventura sfrenata.

Fondamentalmente non ci sono né buoni né cattivi: per quanto la superstizione abbia voluto associare queste figure al male che cammina sulla terra e stermina la popolazione con malattie e morte, siamo totalmente rapiti dalla natura dei succhia sangue che vivono alla luce della luna.

Ne sono una conferma i tanti film – non tutti degni di nota – dedicati al conte, da Dracula Morto e Contento, passando per Dracula Legacy, fino ad arrivare a Dracula Untold. Uno dei più eleganti sul vampirismo, anche se non strettamente legato alla figura di Dracula, è Intervista col Vampiro, la pellicola con Tom Cruise – Brad Pitt che indaga la natura solitaria delle creature della notte, aggrappate e allo stesso tempo disgustate dalla propria immortalità.

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Il conte alla fine è arrivato anche sul piccolo schermo con una serie omonima, ma nel mio cuore resta significativa l’apparizione nella quinta stagione di Buffy, la serie TV sui vampiri per Eccellenza. La stessa Sarah Michelle Gellar resta sedotta dal vampiro in un primo momento, per poi mandarlo a casa con una delle sue solite battute sarcastiche.

Nel corso di questi ultimi anni tra Twilight e The Vampire Diaries abbiamo avuto solo innumerevoli riprove del fascino sempiterno dei non morti. Sarà che l’essere umano è profondamente turbato dalla morte e l’idea di vivere eternamente, per quanto inquietante, intacca la paura che ci rende più umani che mai. Quella di perdere ciò che abbiamo, ciò che amiamo, ciò che siamo.

Alessia Pizzi

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