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Gli 'Ndunderi di Santa Trofimena, alla Torre Normanna di Maiori il ...

Gli ‘Ndunderi di Santa Trofimena, alla Torre Normanna di Maiori il …

La Costiera Amalfitana non è solo un luogo magico dove trascorrere vacanze indimenticabili, un lembo di terra ricco di verde e separato dal mare da una scogliera che lo protegge, ma anche un contenitore di cultura e tradizioni che si tramandano da centinaia di anni.

Vivere la Costa d’Amalfi significa conoscere i luoghi, le storie e soprattutto i personaggi che la popolano.

Nel giorno in cui si festeggia Santa Trofimena, patrona e protettrice del piccolo borgo marinaro di Minori, è usanza preparare per il pranzo i famosi ‘Ndunderi minoresi, una sorta di grosso gnocco ripieno, con sugo di pomodoro classico.

I fratelli Proto, che da anni rappresentano in modo eccellente la gastronomia della Costiera Amalfitana, gestiscono oggi uno dei luoghi più magici del nostro territorio che da solo vale una visita in queste terre: La Torre Normanna.

Seppur recenti, gli Ndunderi risalgono ai primi del 900. Lo storico enogastronomico Ezio Falcone ritrovò, all’interno della fornitissima Biblioteca dell’Abbazia Benedettina di Cava de’ Tirreni, l’antica ricetta delle “palline latine” da cui, coadiuvato dallo chef Enrico Cosentino, realizzò la ricetta degli “Ndunderi dell’Antica Repubblica di Amalfi”.

La tradizione vuole che questo piatto si tramandi di generazione in generazione e che ogni famiglia di Minori nasconda un proprio piccolo segreto per renderli più buoni.

Non fanno eccezione i fratelli Proto che, seppur trasferiti nella vicina Maiori all’interno di un’antica torre di avvistamento saracena, hanno nel loro menù questo straordinario piatto che a Minori è usanza preparare il 13 luglio, giorno in cui si celebrano i solenni festeggiamenti in onore di Santa Trofimena.

Da alcuni scritti di Ezio Falcone: «Era, infatti, consuetudine che tutti i capi famiglia partecipassero alla processione con il loro bell’abito scuro, con camicia bianca inamidata sul cui colletto, però, spiccava una rossa macchia di pomodoro, a significare che era stato consumato il piatto in onore della Santa».

La ricetta, che lo Chef Luigi Proto ci ha descritto, all’apparenza di una semplicità disarmante, è la seguente:

Impastare 1 kg di ricotta Tramonti, 350 grammi di farina, 2 uova, 50 grammi di parmigiano, sale e pepe quanto basta, fino ad ottenere dei grossi gnocchi. Preparare una salsa di pomodorini e basilico e cuocere. Immergere gli ‘ndunderi in acqua bollente opportunamente salata e saltarli successivamente nella salsa mantecandoli con provola e basilico.

Semplice e delicato il piatto è un omaggio alla Santa Patrona che lo Chef Proto ha anche rivisitato aggiungendo, in una seconda versione a menù, limone igp Costa d’Amalfi, pomodorini secchi, acciughe di Cetara, noci e nocciole e che noi vi invitiamo ad assaggiare accompagnandolo, su suggerimento del sempre attento Daniele, da un fresco ed avvolgente “Vigna Traversa”, un vino bianco che ben si sposa con i sapori decisi che compongono queste due versioni di ‘ndunderi della tradizione.

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