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Insta-make up: il trucco che perfeziona la pelle senza farsi notare, come un filtro social

Insta-make up: il trucco che perfeziona la pelle senza farsi notare, come un filtro social

Insta-makeup: obiettivo, pelle da Instagram

Ci sono proprio tutte. Dalle top model del momento, come Gigi e Bella Hadid, Kendall Jenner e la sorella Kylie, (che, a 21 anni, proprio con i cosmetici ha costruito un impero self made superiore a quello del magnate di Facebook, Mark Zuckerberg, alla stessa età) fino a Madonna, Julianne Moore, Gwyneth Paltrow, (a 46 anni, radiosa come la figlia Apple, 15) e le top di ieri alla riscossa come Cindy Crawford, Amber Valletta co: tutte a postare selfie in cui appaiono bellissime, “glowy”, radiose. Difficile credere agli hashtag a commento: #nomakeupselfie (sono struccata), #nomakeupmakeup (sono truccata ma non si vede), #iwokeuplikethis (mi sono svegliata così), #naturalbeauty. “The big lie of social no-makeup”: il concetto di bellezza naturale, sui social, è tutta una grande bugia, titolano celebri testate beauty internazionali. “Vestita”, o è il caso di dire “truccata” e “filtrata”, nel più delle volte, tanto bene da sembrare reale.

«I social hanno creato una nuova categoria estetica: l’hyper real beauty”, una bellezza ultra reale, troppo perfetta per esserlo davvero, ma da cui però, si finisce per credere, o almeno, lasciarsi influenzare» commenta Michele Magnani, senior artist MAC Cosmetics Italia. «Lo star system fa a gara per apparire il più belle possibile, in un modo – paradossalmente – più autentico che mai. Proprio là dove tutto è modificabile, perfezionabile in un tocco, tra una funzione “blur” che sfuma e un “resize” che aggiusta proporzioni e simmetrie dei volti, loro, le più osservate del pianeta, sembrano dire: “noi invece siamo proprio così, bellissime con poco, semplicemente ben truccate, o il meno possibile, lo giuriamo”. «E così, è come se il nostro occhio e il nostro giudizio si fossere ritarati su quell‘idea di “natutale perfezione” che parte soprattutto dalla pelle, sempre limpida e luminosa».

Effetti digitali

Si è parlato di beautygate, pochi mesi fa, quando si è scoperto che alcuni nuovi modelli di iPhone, per un errore di sistema, ritoccavano automaticamente i selfie, regalando pelli ultra lisce senza che l’utente ne avesse espressamente fatto richiesta. Ma se questo è stato un “bug” risolto con qualche aggiornamento, di fatto, la “funzione filtro bellezza” è una tendenza reale. Che ha preso forma soprattutto nella cosmesi: i pezzi make up più venduti al mondo sono le basi. Che definire solo fondotinta, ciprie e correttori è ormai davvero poco.

È nata un’intera categoria di cosmetici che imitano, davanti allo specchio, le “funzioni digitali”: levigano, illuminano, contrastano, liftano. Primer, bb, cc cream, a metà fra make up e skincare: «Le donne cercano prodotti che consentano loro di vedersi al meglio possibile, senza sembrare esageratamente truccate, ma “perfezionate” per magia» spiega Hung Vanngo, make up artist star di Instagram. Si punta ad una “believable perfect skin”, aggiunge dice Diane Kendall, che indica il tema della credibilità come maco tendenza trucco di stagione. «Un make up è definibile moderno quando è convincente, realistico. La nuova perfezione passa per un maquillage “low-key”, con pochi, pezzi, assolutamente performanti, che regalino un look “unforced”, naturale ma ben costruito, calibrato. Perfezionare senza mascherare la pelle: c’è una sottile, ma determinante, differenza».


Pelli cosmetiche

Il “filtro base” vincente? Combinare skincare e make up. Le adepte al trucco glowy non solo non riparmiano in sedute dai facialist più celebri di New york e Los Angeles, ma ai loro “prodotti magici” di skincare si affidano quotidianamente. I prodotti più instagrammati? I sieri “tuttofare” idratanti, liftanti e illuminanti di Tracie Martyn, facialist degli angeli di Victoria’s Secret, Julia Roberts e Karlie Kloss prima di ogni evento che conta, così come le creme della Dottoresa Barbara Sturm, specializzata in trattamenti anti-aging (sua l’invenzione del Vampire facial, il trattamento che sfrutta le piastrine del sangue) al cui hashtag #SturmGlow si fotografano Emily Ratajkowki, Victoria Beckham, Gwyneth Paltrow, e Irina Shayk, o le creme studiate per la rigenerazione delle pelli ustionate dal professore di medicina rigenerativa Augustinus Bader, must per Margot Robbie, e Dakota Johnsson. Perfino Charlotte Tilbuty, guru inglese dei grandi eventi, si è creata una “magic cream” ad hoc come base per i look delle sue celebri clienti (Amal Clooney, Rachel Weisz, Amy Adams). E così, nei backstage, maestri come Peter Philips di Dior e Tom Pecheux di Yves Saint Laurent Beauté trattano la pelle delle modelle con sieri e oli effetto glow che risvegliano il microcirolo, accendono il colorito, distendono i tratti. Meglio di Photoshop.

No-filter

Il trucco-non trucco che spopola sui social punta a togliere più che ad accumulare prodotti. La regola numero due è quindi eliminare strati e materia evidente, per lasciare la pelle come nuda ma, per magia, perfetta. In questo entrano in aiuto le nuove texture, rivoluzionarie sulla pelle, che permettono di realizzare basi in totale trasparenza e leggerezza. «Il concetto di stratificazione è del tutto superato, anzi, la tendenza è l’invisibilità: la pelle deve sembrare nuda, ma incredibilmente perfetta» spiega Olivier Echaudemaison di Guerlain. «Consiglio di applicare il correttore direttamente dopo la crema giorno e prima del fondotinta: la copertura delle imperfezioni è più precisa, mentre il fondotinta farà da filtro impalpabile che uniforma il tutto: Les Beiges Eau de Teint, in arrivo ad aprile, è un’acqua che evapora rilasciando pigmenti smart» anticipa Silvia Dell’Orto, make up artist Chanel.

E se, nell’era dell’inclusività, trovare la nuance ideale per la propria pelle è facilissimo, ora è possibile anche modularne il finish: «Con il fondotinta Dior Forever, in versione Mat e Glow, si può scolpire il volto con la sola luce: applicando la formula opaca nella zona centrale del volto e quella più luminosa su gote e zigomi, si accentuano i volumi con un contouring impercettibile» racconta Davide Frizzi, national make up artist Dior.


In giusta luce

È una legge della fisica: la luce nasconde difetti e imperfezioni della superficie su cui si riflette. E così accade, sul volto, con le giuste texture. Una “sublime skin” è la firma della make up artist più potente del mondo, Pat McGrath, che usa il suo illuminante Skin Fetish in balsamo-stick in tutti i backstage (Versace, Givenchy, Valentino). E il make up artist che dà lezioni di trucco glow sulle sorelle Hadid, Patrik Ta, suggerisce: «Applicate fluidi o texture cremose dense di pigmenti riflettenti sui punti più in rilievo del viso come gli zigomi, le tempie, il naso, il centro delle labbra: quel bagliore sugli zigomi ad ogni movimento (o inquadratura) regala un effetto #glasskin, una pelle “specchiata” ultra fotogenica che fa sembrare sempre fresche e riposate». Anche blush e bronzer vengono utilizzati in chiave il più realistica e meno cosmetica possibile: devono imitare il delicato rossore di una giornata ai primi raggi del sole, del primo colorito che affiora, di una corsa all’aperto. La perfezione, insomma, non esiste. Neanche sui social. Essere bellissime, si diceva, è tutta questione di astuzie. E piccole, “cosmetiche”, bugie.

 

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