Home / Salute e Bellezza / Internet e videogiochi: quando gli adolescenti esagerano
Internet e videogiochi: quando gli adolescenti esagerano

Internet e videogiochi: quando gli adolescenti esagerano

Sfoglia la gallery

Quando staccare la spina, o meglio il wifi

Quando una sfida al videogame Fortnite diventa di troppo? Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, quando la smania di giocare prende il sopravvento su altri interessi e attività quotidiane, e in pratica l’attività ludica diventa persistente, una priorità su tutto il resto. Un problema crescente per cui l’Ente internazionale ha coniato il termine gaming disorder e ha inserito la dipendenza da videogames nell’aggiornamento dell’International Classification of Diseases (ICD), l’elenco ufficiale delle malattie.

 

Qui non si vuole demonizzare la Rete o i videogiochi online. Ma banalmente ricordare che il troppo stroppia, come recita un noto proverbio usato in tutta Italia per indicare la negatività di ogni eccesso.

Questo non significa che chiunque giochi svilupperà dipendenza: il disturbo, ribadisce l’Oms, interessa solo una piccola parte degli appassionati di videogiochi (on e offline). Ma tuttavia, invita a non sottovalutare il fatto che giocare senza freni possa portare alla dipendenza patologica, perché la dipendenza rappresenta il lato oscuro del piacere. E così alla lunga il piacere di una vittoria potrebbe trasformarsi in ossessione tanto da perdere il controllo. E non riuscire a staccare la spina. O meglio, il wifi.

Occhio al tempo di connessione
Da uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychiatry, condotto su un piccolo campione di adolescenti italiani (240 ragazzi e 756 ragazze, con un’età media di circa 16 anni), è emerso per esempio che l’8% trascorre in Rete più di 6 ore al giorno e oltre il 22% degli studenti interpellati (senza differenze tra maschi e femmine) presenta un rapporto disfunzionale con il Web. In altre parole, per oltre un adolescente su cinque l’uso di Internet è problematico.

«Nel nostro campione, la prevalenza di soggetti con un uso problematico di Internet è superiore a quella riportata da precedenti studi europei (come questo e questo per esempio), differenza che potrebbe essere correlata alla maggiore diffusione di Internet nel corso degli anni e all’età progressivamente più bassa di chi accede al Web» commenta il professor Luigi Janiri dell’Istituto di psichiatria e psicologia dell’Università Cattolica di Roma e dell’Unita operativa Complessa del Gemelli.

«Abbiamo valutato, con un’intervista e test specifici – prosegue Janiri – l’impatto dell’uso di Internet sulla quotidianità: scuola, rapporti con i familiari, relazioni interpersonali, durata e qualità del sonno, ecc. E il grado di disagio che i giovani provano quando non possono accedere al Web come e quando vorrebbero. E, seppure non si possa parlare di una vera e propria “dipendenza”, abbiamo riscontrato un comportamento altamente disadattivo con ripercussioni significative sul benessere psicofisico».

«Abbiamo rilevato – aggiunge – che quasi i 10% degli studenti era a rischio di gioco problematico, mostrando una correlazione con la frequenza del gioco d’azzardo».

Più in generale questo studio rientra nell’attività che da tempo il team di Janiri porta avanti per indagare i rischi in adolescenza delle dipendenze da sostanze e non, le cosiddette dipendenze comportamentali quali per esempio il gioco d’azzardo patologico, sessualità e shopping compulsivi…

«Negli ultimi anni – spiega – abbiamo infatti assistito, tra i giovani italiani, all’abbassarsi dell’età del primo contatto con le sostanze d’abuso, di comportamenti quali il binge drinking e la drunkoressia (il sottoporsi cioè a restrizione alimentare prima di consumare alcolici, sia per limitare l’introito calorico ed evitare di prendere peso, sia per potenziare gli effetti euforizzanti e disinibenti dell’alcol), nonché dell’uso problematico di Internet e del gioco prevalentemente online».

Adolescenza, dalla propensione al rischio allo sviluppo della dipendenza
L’adolescenza è nota come fase critica dello sviluppo per i profondi cambiamenti fisici, cognitivi e psicosociali che la contraddistinguono. «È un’età caratterizzata anche da una fragilità neurobiologica che può favorire una maggiore propensione al rischio e una maggiore vulnerabilità nei confronti delle dipendenze», spiega Janiri.

L’adolescente è più vulnerabile allo sviluppo di alcuni disturbi da dipendenza perché il suo cervello è in fase di trasformazione – ci sono cioè circuiti che si devono ancora pienamente modellare e strutturare – e la non completa maturazione di alcune vie nervose (come per esempio le zone frontali che sono fondamentali per l’attenzione, il giudizio, la decisione, il controllo degli impulsi immediati…) lo inducono a correre rischi maggiori e ad avere meno il controllo della situazione.

«La tendenza ad agire rapidamente e impulsivamente è uno dei fattori che alimenta la vulnerabilità degli adolescenti e in loro comportamenti ripetitivi e disfunzionali, anche se è possibile ipotizzare che le dipendenze comportamentali siano espressione di una fragilità psicopatologica soggiacente, piuttosto che sintomi di eccessivo coinvolgimento in attività disadattive di per sé».

Non tutti sono d’accordo nell’inserimento della dipendenza da videogioco nell’‘International Classification of Diseases (ICD). Ma la dipendenza da giochi online è stata inserita anche nella terza sezione del DSM, il manuale diagnostico dei disturbi mentali, anche se l’American Psychiatric Association incoraggia ulteriori ricerche per poterne decretare l’inserimento come disturbo ufficiale nella prossima edizione. A tal proposito Janiri commenta: “Sono d’accordo sull’inserimento dell’Internet Gaming Disorder tra le dipendenze nei sistemi di classificazione, ma bisogna tener presente però che il gaming è solo un aspetto particolare dell’uso di internet potenzialmente patologico”.

Ecco alcuni consigli che Luigi Janiri dà ai genitori per capire quando è il caso di far staccare la spina.

Sfoglia la gallery

Quando staccare la spina, o meglio il wifi

CAMPANELLI DI ALLARME

Il tempo di connessione: il tempo cioè trascorso in rete sui dispositivi vari per affrontare l’ennesima sfida

Lo sviluppo di comportamenti insoliti: comportamenti diversi da prima, quale maggiore irritabilità, discontrollo degli impulsi, peggioramento nel rendimento scolastico

Isolamento e apatia: possono essere indicativi di un uso disfunzionale della rete e di un abuso dei videogiochi, che diventano l’unica attività degna di nota per la quale vengono trascurate le altre attività fondamentali per una crescita sana, le relazioni amicali, la scuola, lo sport, la frequentazione di luoghi di aggregazione….

CONSIGLI

Mamma e papà dovrebbero prima di tutto essere presenti, cioè prestare attenzione e manifestare interesse per quelle che sono le attività quotidiane, le relazioni, il rendimento scolastico del figlio/a adolescente. Ma non da meri osservatori, dovrebbero interagire, parlare, confrontarsi e metterlo in guardia dai rischi che si annidano in un uso smodato di videogiochi.

Fondamentale porre delle regole chiare: non serve a nulla proibire, ma razionalizzare e regolamentare l’uso della rete e dei giochi online. Quindi ponete dei limiti giornalieri o settimanali e coinvolgeteli in attività alternative a cui dedicare il tempo libero. Va bene giocare ma non deve diventare l’unico interesse e l’unico “impegno” della giornata.

Di fronte però a un uso esagerato e a segnali di dipendenza, Janiri consiglia di rivolgersi al medico per essere indirizzati a un centro specializzato per il trattamento delle dipendenze, per avere il supporto adeguato per uscire dal ghetto della dipendenza.

 

 

 

‘);
}

ARTICOLO SUGGERITO

Crollo ponte Genova: come spostarsi? L'odissea del viaggio da ...

Crollo ponte Genova: come spostarsi? L’odissea del viaggio da …

L’interrogativo cruciale resta “come spostarsi“? Per migliaia di cittadini, dopo il crollo del viadotto Morandi. …