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Intervista a Laura Manfredi, l'anti-fashion victim

Intervista a Laura Manfredi, l’anti-fashion victim

Laura Manfredi è una web editor e community manager abruzzese con la passione per la moda. Mamma a soli 20 anni, Laura è riuscita con successo a trovare un equilibrio tra vita personale e professionale, collezionando dal 2010 a oggi importanti collaborazioni, anche nel settore Beauty e in quello del Travel. Ma non si definisce un’influencer, nonostante abbia oltre 55mila follower su Instagram e una community affezionata di migliaia di lettori del suo blog Rock’n’mode.

La sua visione della moda è molto personale:

Non lascio che la moda decida al posto mio cosa dovrò indossare per i prossimi sei mesi, anzi, se una cosa va tanto di moda mi infastidisce averla.

Nella nostra intervista, Laura ci ha parlato del suo lavoro, fra consigli di stile e tante curiosità sul discusso mondo degli influencer.

Ti definisci l’opposto di una fashion victim: spiegaci meglio perché e cos’è per te la moda.

Una fashion victim cambia stile con il cambiare delle tendenze e questo denota una mancanza di personalità. Preferisco avere pochi vestiti che siano davvero “miei” e usare le tendenze per rinnovare il mio stile, per rinfrescarlo. Credo che la moda dovrebbe servire a questo: esprimere sé stessi, che sia in modo fashion o meno.

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Rock’n’mode: come è nato il tuo blog e dove è arrivato oggi?

È nato da un sincero desiderio di essere utile agli altri, unito al bisogno di avere uno spazio tutto mio tramite cui trovare persone che condividessero le mie passioni. Oggi è arrivato dove non mi sarei aspettata quando l’ho creato, perché è diventato il mio lavoro a tutti gli effetti.

Nel tuo blog parli anche di usato e decluttering: si tratta solo di un fattore economico?

Non mi è mai piaciuta l’idea di buttare un oggetto quando può ancora trovare un utilizzo e avere una seconda vita. Per quanto riguarda il decluttering, invece, è per un fattore prettamente psicologico: liberarmi delle cose inutili mi fa stare meglio. Con gli anni, ho imparato ad acquistare meno e a scegliere meglio, eliminando il superfluo: è stata davvero una liberazione.

Il decluttering per un fattore prettamente psicologico: liberarmi delle cose inutili mi fa stare meglio.

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Quanto è importante a tuo parere la sostenibilità nel settore moda? 

In questo momento è più importante che mai, ma siamo ancora molto indietro. Dovrebbe rappresentare un’urgenza già da ora, ma non ho l’impressione che sia così.

Come scegli i contenuti da condividere? Dove cerchi l’ispirazione? 

Se visito un posto che mi conquista ho subito l’istinto di mostrarlo, di consigliarlo. Stessa cosa per le scoperte che faccio in campo beauty – e ultimamente ne ho fatte di davvero interessanti – o per altri tipi di prodotti. Se un contenuto può essere davvero utile, lo pubblico, ne parlo. A scegliere, di solito, sono il mio entusiasmo per quella determinata scoperta e il pensiero che qualcuno, seguendo il mio consiglio, possa in qualche modo stare meglio o risolvere un problema.

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Gestisci da sola il tuo blog? E la tua pagina Instagram?

Sì, gestisco da sola sia blog che Instagram.

Cosa possiamo trovare sul tuo profilo?

Riflessioni personali, foto di panorami e vicoli che mi colpiscono, consigli su prodotti make-up e qualche mio look. Il tutto tra tanta ironia, auto-ironia, e più sorrisi che posso.

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Ti consideri un’influencer?

So di avere una community affezionata che si fida dei miei consigli e acquista i prodotti di cui parlo, ma non mi autodefinirò mai come tale.

Come vedi il futuro di travel e fashion influencer?

Non saprei, so solo che in questo momento è quasi tutto in mano a una sola app e questo mi fa pensare che tra qualche anno questo mondo subirà una metamorfosi notevole. Penso che invece i blog avranno vita più lunga, grazie a “Re Google”, come lo chiamo io.

Se mi considero un’influencer? So di avere una community affezionata, ma non mi autodefinirò come tale.

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E il tuo? Quali sono i tuoi obiettivi futuri? 

Dopo nove anni ho bisogno di dare di nuovo una svolta a tutto, anche perché so benissimo che non potrò fare questo lavoro per sempre. In più, questo è un ambiente molto competitivo, in larga maggioranza per nulla pulito, e io ci sto stretta. Ho dei progetti di diverso tipo in mente, ma devo ancora dar loro una forma, capire da dove cominciare. Ma sono molto positiva.

Se anche tu vuoi seguire l’anti-fashion victim, la trovi su Instagram come @laura_manfredi.

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