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La caponata siciliana. Un piatto che ha 37 varianti. Eccovi la ricetta ...

La caponata siciliana. Un piatto che ha 37 varianti. Eccovi la ricetta …

La cucina siciliana affonda le proprie radici nella tradizione povera, basata soprattutto su alcuni ingredienti tipici come melanzane, pomodori e basilico, che sono protagonisti indiscussi della caponata, il ghiotto contorno che vi presentiamo oggi. Questi ingredienti, già comuni ad altre ricette tipiche come la pasta alla norma e la parmigiana di melanzane, creano un mix di profumi, colori e sapori che richiama le suggestioni di una terra splendida. L’estensione della superficie della Sicilia consente di avere numerose declinazioni della caponata. Di provincia in provincia ma anche di famiglia in famiglia ognuno ha la sua ricetta perfetta: con o senza uva passa, con o senza concentrato… basta spostarsi di qualche metro per scoprire una caponata sempre diversa, ma tutte con un’inconfondibile denominatore comune: l’uso del condimento agrodolce, che regala alle verdure un sapore unico. Il nostro consiglio? Provare con tutte le versioni possibili, fino a trovare la vostra preferita, da tramandare anche nella vostra famiglia! E dato che in estate i contorni a base di melanzane abbondano, vi invitiamo a provare anche la ciambotta, un’altra tipica ricetta del sud!

Per realizzare la caponata per prima cosa mondate la cipolla e affettatela finemente (1). Spuntate il sedano e tagliatelo a rondelle (2). Dividete a metà le olive verdi ed eliminate il nocciolo interno (3).

Lavate e asciugate le melanzane, spuntatele e poi tagliatele a pezzetti di circa 2,5 cm (4). Fate lo stesso con i pomodori (5). Scaldate una padella e tostate qui i pinoli per pochi minuti (6)

finché non saranno dorati (7). Ora riprendete le vostre melanzane: ponete l’olio di oliva in un tegame dal bordo alto e scaldatelo, versate quindi poche melanzane per volta e friggetele per qualche minuto (8). Una volta che saranno dorate, scolate con la schiumarola e adagiatele su un vassoio rivestito con carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso (9), poi tenete da parte.

In un tegame ampio versate un generoso giro di olio di oliva, scaldatelo e poi versate la cipolla (10). Soffriggete per bene finché la cipolla non sarà appassita, quindi aggiungete il sedano (11); lasciate rosolare bene anche questo e poi unite i capperi (12),

le olive (13), i pinoli tostati (14) e i pomodori (15).

Fate rosolare qualche istante, poi coprite con il coperchio (16) e cuocete a fiamma dolce per 15-20 minuti. Intanto preparate la salsa agrodolce: in un bricchetto versate l’aceto, il concentrato di pomodoro (17) e lo zucchero (18).

Mescolate per bene con un cucchiaino (19) e, una volta trascorsi i 15-20 minuti di cottura, salate e versate la salsa nel tegame (20). Mescolate, alzate la fiamma e rimestate fino a quando non sarà evaporato il sentore di aceto. Spegnete la fiamma, aggiungete le melanzane fritte (21)

e profumate con abbondante basilico (22). Mescolate per bene il tutto (23), trasferite la caponata in una pirofila e riponete in frigo poiché la particolarità della caponata è che va servita fredda oppure a temperatura ambiente: il giorno dopo sarà ancora più buona (24)!

Conservazione

La caponata può essere conservata per 2-3 giorni al massimo avendo cura di porla in frigorifero in un contenitore di vetro coperto con pellicola. Prima di servirla però riportatela a temperatura ambiente, tenendola fuori dal frigo per un paio di ore!

Consiglio

A Palermo vi capiterà di mangiare la caponata insieme a dei moscardini infarinati e fritti; un’altra comune variante consiste nell’aggiungere dei filetti di peperone dolce, che friggerete insieme alle melanzane. Provate anche voi!

Curiosità

Sulla caponata c’è una gran disputa a proposito del nome: alcuni lo fanno derivare dalla parola Capone che nel dialetto siciliano indica il pesce lampuga, un pesce dalle carni magre e pregiate servito sulle tavole aristocratiche e condito in agrodolce. Il popolo, che non aveva a disposizione questo pesce o non poteva permetterselo, trovò che le melanzane fossero un ottimo sostituto, dando così vita alla ricetta della caponata. Altri riconducono il termine Caponata alla parola latina Caupona – Cauponium che significa osteria. L’osteria in effetti si può ricondurre al luogo di ritrovo di tutti i marinai che, al rientro dal lavoro, andavano a rifocillarsi con un bicchiere di vino accompagnato da cibo povero ma saporito, che ricorda questa preparazione. Questo piatto antico è diffuso in tutto il Mediterraneo e conosce numerose varianti; pensate che solo in Sicilia si contano almeno 37 versioni!

Ricette di Giallozafferano.it

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