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Lacuna, negligenza o menefreghismo in ambito specialistico? - di Adriano Bertolasi

Lacuna, negligenza o menefreghismo in ambito specialistico? – di Adriano Bertolasi

Spett.Le Direttore,

confesso che quando, molti anni fa, fu deciso di trasferire la sede del MART nella nuova sede di Rovereto, ho sofferto il distacco.

Vedevo infatti il capoluogo trentino privato di una struttura che, sotto l’abile guida di Gabriella Belli, si stava imponendo come una delle mete artistico-culturali di maggiore attrazione nel contesto di una città ormai divenuta centro di attività e iniziative da richiamo parallele dal riconosciuto e ampio successo che ancora si protrae e si incrementa nelle sue proposte.

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Rovereto, dall’indiscutibile glorioso passato intellettuale, aveva la necessità di trovare gli stimoli giusti per rinverdire quei palpiti che tutti le riconoscono.

Certamente la creazione di un Museo, quale il Mart, inserito in un immobile prestigioso e accogliente quale quello realizzato dall’architetto Mario Botta non poteva che essere il giusto punto di partenza per la sua rinascita degna del passato, obiettivo questo che, fra mille difficoltà, i vari direttori succedutisi, cercano di portare avanti con alterne fortune, ma non sempre con quei risvolti desiderati.

Il Palazzo delle Albere, rimasto nell’orbita del MART e quindi della Provincia, dimenticando un tempo trascorso fatto di esposizioni e incontri coinvolgenti e colmi di contenuti, si è trasformato in una cattedrale nel deserto oggetto, di tanto in tanto, di qualche intervento peraltro senza alcuna finalità propositiva organica e di lunga scadenza.

Fino a quando due galli di razza del calibro di Vittorio Sgarbi e Stefano Zecchi neo Presidenti rispettivamente del MART e del MUSE, hanno pensato bene di entrare a “gamba tesa” nella discussione, rivendicando per la propria struttura l’utilizzo dell’immobile, prospettando la loro visione della attività che dovrebbero esservi svolte.

Entrambe le proposte hanno la loro valenza e manifestano le loro legittime argomentazioni ma le peculiarità e le caratteristiche che il Palazzo delle Albere possiede per essere ancora sede espositiva permanente di opere d’arte e di altre appaganti iniziative, è innegabile, rispetto ad un programma quale quello prospettato dal prof.

Zecchi che può essere svolto in molte più sedi alternative ancorché di uguale prestigio.

I campi di competenza poi, di due strutture, una dedicata alle Scienze e una dedicata all’Arte, che godrebbero anche del grande vantaggio di una favorevolissima ubicazione logistica, potrebbero vicendevolmente sostenersi con indiscutibili risultati reciproci sotto ogni profilo.

Un ritrovato polo artistico nella sede del Palazzo delle Albere potrebbe finalmente dar vita ad un progetto che permetterebbe al Trentino di porsi come Provincia nuova e accogliente, culla delle nuove proposte dell’Arte Italiana purtroppo alle prese con una crisi esistenziale che sembra non trovare sbocchi. Questo non per mancanza di talenti ma per l’inesistenza di un progetto audace e ambizioso a medio – lungo termine , al momento non riscontrabile.

Un progetto che molti anni fa avevo proposto alle autorità Istituzionale e che purtroppo, pur apprezzato, non aveva poi trovato sbocchi concreti, potrebbe oggi finalmente trovare una via realizzativa con contenuti e ricadute sul mondo dell’arte dagli indubbi benefici.

Partendo dal presupposto che la massima attenzione rivolta al comparto umano “giovane” di una qualsiasi attività, risulta vincente per assicurare alternative sempre nuove e aggiornate, sarebbe auspicabile l’ organizzazione, con cadenza che potrebbe essere biennale, di un evento al quale far partecipare selezionati artisti di età non superiore ai trent’anni, provenienti da tutte le Regione d’Italia e soprattutto portatori di nuove proposte e soluzioni artistiche .

Parallelamente, con la finalità di valorizzare i molti talenti trentini esistenti e da scoprire, il progetto prevede la programmazione di un ulteriore evento, con cadenza annuale, ove invitare, anche qui con il coinvolgimento dei comprensori dell’intera provincia attraverso criteri selettivi, gli artisti prescelti; avremmo così, ogni anno, un Salone espositivo dell’Arte trentina, ove potranno essere esposti lavori e proposte artistiche nuovi e interpretativi dei sussulti e degli stimoli provenienti dall’intero mondo artistico.

Quale Sede più adatta e prestigiosa del Palazzo delle Albere si può auspicare per l’organizzazione e l’esposizione di questi che dovrebbero divenire appuntamenti ricorrenti e perpetui?

Giannantonio Radice

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