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Laura Boldrini al Wnf: “Parità di genere fondamentale per uscire ...

Laura Boldrini al Wnf: “Parità di genere fondamentale per uscire …

“Io mi difendo da sola. Non mi servono avvocati che dimenticano che l’Italia è fatta di uomini e donne”. L’avvocato, per sua stessa definizione, è il premier incaricato Giuseppe Conte, la dimenticanza sta nei protagonisti del tavolo sul quale è stato definito il contratto tra M5S e Lega, “al quale sedeva solo una donna, quando noi siamo il 51% della popolazione italiana”.
È una Laura Boldrini più combattiva che mai quella che questa mattina è salita sul palco del Wired Next Fest per parlare di gender equality. Ovvero della necessità “di una società in cui si ritiene che gli uomini e le donne abbiano gli stessi diritti, lo stesso accesso al lavoro e lo stesso stipendio. Dove possano fare figli senza dover scegliere tra lavoro e famiglia. E dove possano sentirsi sicure girando per strada”.

Una società che non sembra quella che hanno in mente M5S e Lega, con un inevitabile riferimento all’attualità politica. “Il contratto di governo ci riporta indietro.

Dice che dobbiamo ringraziare le imprese che conservano il posto di lavoro che fanno un figlio e tornano in ufficio. Ma stiamo parlando di un diritto: tutto questo è agghiacciante, descrive un mondo alla rovescia”. Ancora, “afferma che la conciliazione tra il tempo del lavoro e quello della vita riguarda solo le donne. Perché, gli uomini non hanno responsabilità in famiglia?”.
A dirlo è una donna che, a dieci anni, insieme alla sorella indisse uno sciopero delle faccende domestiche chiedendo che anche i tre fratelli venissero coinvolti.

Una battaglia che l’ex presidentessa della Camera riuscì a vincere, per la cronaca. E che si è rivelata solo la prima di una lunga serie, combattute e ancora da combattere.

Specie in un paese in cui, secondo dati Istat, il 49% delle donne non lavora. “E non lo fa per scelta, ma perché non ha la possibilità di lavorare. Significa che questo non è un Paese per le donne. Ma io sono convinta che se non investiamo sull’occupazione femminile non usciremo dalla crisi”.
A questo scopo, l’oggi deputata di LeU ha annunciato l’avvio di una campagna di ascolto delle donne, dalle lavoratrici alle imprenditrici, per dar vita ad una proposta di legge che sia di stimolo tanto all’occupazione quanto all’imprenditoria femminile. Un’emancipazione economica che però non può prescindere da quella culturale e sociale.

Discorso, quest’ultimo, che però riguarda anche gli uomini. “Negli Usa Asia Argento viene considerata una donna coraggiosa per aver denunciato la violenza subita da Henry Weinstein. In Italia è stata messa sul banco degli imputati”. La stessa Boldrini, però, è stata oggetto di numerose campagne d’odio. Da quelle in rete fino alla bambola gonfiabile sventolata da Matteo Salvini per rappresentarla.
“Ci sono stati dei sindaci della Lega che mi hanno augurato lo stupro. Ecco, io lo stupro come arma politica l’ho visto augurare in Rwanda ed in Bosnia durante la guerra. Non potevo immaginare di vederlo in un Paese democratico”. Anche per questo Boldrini ha accolto criticamente la famosa foto di Elisa Isoardi, compagna di Salvini, mentre stira le camicie del leader leghista.

“L’ex segretario di Stato Usa Madeleine Albright un giorno disse che all’inferno deve esserci un posto speciale per le donne che non aiutano le donne. Isoardi ha bruciato decenni di battaglie dicendo che il suo posto era a stirare le camicie e che avrebbe dovuto fare un passo indietro in favore del suo compagno. In questo modo ha annullato decenni di femminismo”.
Se questo è il contesto, non stupisca quindi che “alle donne si chieda di essere gentili e sorridere”. Richiesta che Boldrini respinge al mittente. “Io”, ha concluso, “sono per il conflitto. Le conquiste si ottengono attraverso lo scontro”.

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