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"Le donne sono sempre in grado di rialzarsi, nonostante tutto"

“Le donne sono sempre in grado di rialzarsi, nonostante tutto”

Lorena Marseglia, fondatrice di Vivere Snella Medical

Lorena in TV

Lorena al lavoro

Lorena con Federica Panicucci

Lorena in TV

Vivere Snella Medical, vent’anni di attività

Buongiorno Lorena, riusciamo a fare due chiacchiere?
Assolutamente sì, ho appena terminato una riunione… Da che parte cominciamo?

Sono interessata a conoscerti meglio: so che hai avuto un’esperienza forte che ha condizionato la tua vita, professionale e personale.
E’ così. Io arrivo da una brutta esperienza matrimoniale, che si è conclusa con una separazione burrascosa che ha fortemente segnato il mio destino. Conobbi quello che sarebbe diventato il mio futuro marito quando avevo solo tredici anni, poco più che una bambina. Ero un’adolescente un po’ ribelle, mi sentivo un po’ figlia dei fiori e quel ragazzo, più vecchio di me di nove anni – che a quell’età sono moltissimi! – obeso, con problemi fisici e con evidenti fragilità mi aveva attratto, in qualche modo sentivo che dovevo fare qualcosa per lui. Mi invitò alle giostre… fu così che iniziò.

E cosa accadde poi?
Man mano che conoscevo Franco mi rendevo conto dei suoi limiti, delle sue difficoltà, prima fra tutte la assoluta mancanza di voglia di lavorare. I soldi in casa non c’erano mai, imparai fin da ragazzina l’arte di arrangiarmi. Più la nostra relazione andava avanti, più capivo che non era la persona per me. Quando finalmente decisi di lasciarlo perché la mia vita stava diventando un inferno, iniziarono i problemi. Tanto per cominciare, fui vittima di una violenza che diede luogo a una gravidanza non scelta.

Non è cosa da poco…
Assolutamente no. Inizialmente pensai di abortire, ero ancora minorenne, ma poi, messe le mani sulla pancia, capii che nulla poteva essere più importante di quell’esserino, la gioia più grande della mia vita… A diciotto anni mi sposai e subito dopo nacque Sharon, mia figlia, che oggi ha ventotto anni ed è una dietologa bravissima. Tuttavia i problemi non si risolsero, anzi peggiorarono: iniziarono le violenze domestiche, le chiamate ai Carabinieri, mi ritrovai con un dente spaccato e un labbro lacerato di cui ancora oggi porto le cicatrici. Diventai preda della fame nervosa, arrivando a mangiare anche otto panini al giorno, tanto per fare un esempio. A ventuno anni ero già separata e si acuirono i problemi economici, ma per fortuna la voglia di darmi da fare non mi è mai mancata.

Non mi pare che tu abbia avuto problemi a trovare lavoro, non è così?
Infatti, non mi spaventai: andai a fare le pulizie in una grande azienda, la Nestlè. Cominciai dal basso, poi divenni una piccola imprenditrice mettendo in piedi una piccola società di servizi. Nello stesso tempo iniziai a studiare, a documentarmi, perché ero interessata a capirne di più sui disturbi alimentari e a cercare di dare una mano alle persone che potevano soffrire di obesità. Fu così che risposi a un’inserzione e fui chiamata per un colloquio: cercavano massofisioterapisti, ma alla fine scelsero me e da lì iniziò un nuovo capitolo della mia vita.

Una vera rinascita…
Mi resi conto di aver trovato la mia strada. Mi affidarono un centro da gestire a Milano e lo feci con successo. Parlare e comunicare sono sempre stati un mio punto di forza e così andai a presentare i nostri sistemi di dimagrimento in alcune importanti emittenti televisive private ottenendo un riscontro eccezionalmente positivo. 

Qual è la chiave del tuo successo?
Innanzitutto, la nostra straordinaria professionalità e correttezza. Nei confronti dei nostri pazienti noi garantiamo professionisti di comprovata preparazione e serietà: il nostro è un team composto da biologi, nutrizionisti, coach, psicologi. Quello che è importante, a mio avviso, è che l’obesità si cura partendo dalla testa: non è solo questione di quanto si mangia, ma di come si mangia, di cosa si mangia e soprattutto di come si affrontano le situazioni difficili, insomma uno studio metabolico dei cibi. Da noi arrivano persone che desiderano rimodellare il corpo perdendo qualche chilo, ma anche obesi gravi affetti da disturbi e da patologie. Occorre fare un quadro esaustivo della situazione, avere una anamnesi completa e seguire i pazienti con costanza e anche affetto.

Cosa ti senti di dire alle donne?
Voglio mettere in guardia le signore: attenzione a chi vi avvicinate, i segnali si colgono fin dall’inizio. Su noi stesse possiamo fare miracoli, ma non dobbiamo aspettarci di poterlo fare sugli altri. Anche nelle difficoltà, non dobbiamo abbandonarci alle dipendenze da droghe, alcol, cibo, gioco… Siamo assolutamente in grado di rialzarci anche se la vita ci ha fatto sbattere la faccia sul marciapiede fino a farci grattar via la pelle.

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