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Le relazioni difettose - Lui non lascerà mai la moglie. Perché non riesco io a lasciarlo?

Le relazioni difettose – Lui non lascerà mai la moglie. Perché non riesco io a lasciarlo?

Ciao Ester,
Ecco la mia relazione difettosa.
Lavoro con lui da 6 anni, da quasi 4 anni abbiamo una relazione, da 3 e mezzo lui è sposato. Me l’ha detto subito “io mi sposo” e io ho pensato: va bene così,  lui più grande, affascinante, vale la pena viverla questa storia e poi lui mi dice nella vita non bisogna avere rimpianti e io mi fido. Ma poi finisce così, io innamorata persa e lui che mi dice non si possono amare due donne, io amo mia moglie e non la lascerò mai. Ma i fatti dicono che a lavoro siamo una coppia per tutti, parla più con me che con lei e il sesso è perfetto, spesso più intenso con me che con lei, dice. Ma non sono la sua priorità. Gli dico che mi sta rompendo invece di aggiustarmi e lui mi dice non tormentarmi. E quando gli dico io per te rinuncerei a tutto, alla possibilità di avere un figlio, alle cene, alle vacanze ma ho bisogno di sentirmi amata e che ne valga la pena, lui invece di lasciarmi andare mi tiene lì con lui. Come se nulla fosse. Continuando la nostra routine di coppia a lavoro e programmando le ore a disposizione fuori. Allora io mi chiedo perché? Se non mi ama qual è il senso di tutto?

 

Cara L.,

pensi di aver fatto una grande domanda.

Il senso di tutto pare sempre una cosa grossa quanto un continente, e invece – escluso il problema “Dio esiste?” – il senso di tutto normalmente sta in mezza pagina di ipotesi plausibili e invece di occuparsene Kant se ne può occupare in modo egregio e senz’altro pure questa posta del cuore.

Non hai fatto una grande domanda, L..
Sì, lo so, semplificare è sempre un’ingiustizia per il semplificato (tu), ma tocca farla. Stai con uno che sta con un’altra. E non solo continua a starci. Se l’è sposata e non la lascia.

Peccato che alle nuove generazioni abbiano appioppato Netflix, le serie TV sono le storie Instagram del cinema, e così si stanno perdendo i fondamentali.

Ti ricordi Harry ti presento Sally? Il personaggio preferito della scorsa generazione era Carrie Fisher-Marie:

MARIE: … e così gli ho frugato nelle tasche.
ALICE: Perché, tu gli frughi nelle tasche?
MARIE: Ma lo sai che ho trovato?
ALICE: No, cosa?
MARIE: Hanno comprato un tavolo da pranzo. Lui e la moglie hanno speso 1600 dollari per un tavolo da pranzo!
ALICE: Dove?
MARIE: Il punto non è dove, Alice. Il punto è che lui non la lascerà mai!
ALICE: Figurati che novità! Lo sai da due anni!
MARIE: Hai ragione, hai ragione, lo so che hai ragione!

Marie per tutto il film se lo dice da sola: “Non la lascerà mai”, le amiche confermano, e lei risponde: hai ragione, hai ragione. Lo so che hai ragione.

Ecco: quello era un buon modo per starci, in un triangolo (il solo modo buono di stare in un triangolo è ridendo, tanto non la lascerà mai).
Ma tu, invece di ridere, vuoi il senso di tutto. Te lo scrivo, allora. Scegli pure:

Non gliene importa niente
Non gliene importa niente ma tanto L. (tu) è gratis, perché rinunciare
– Gliene importa poco, che è più di niente ma meno di “ti amo”
– Gliene importa, leggermente più di poco, ma sempre non abbastanza per un “ti amo” tutto intero.
– Gliene importa moderatamente, manca una tacca al “ti amo”, ma è la tacca decisiva. La vita è difficile.
– Gliene importa tanto, il “ti amo” ha tutte le tacche, non sa che fare.
– Gliene importa tanto, il “ti amo” tuo è più grosso di quello della moglie, è disperato
– Gliene importa tanto, il “ti amo” tuo è più grosso di quello della moglie, è disperato, è andato dall’avvocato e purtroppo è stato informato che i divorzi costano.
– Gliene importa da morire, ha letto Céline, che scriveva “Si possono amare molte persone contemporaneamente. È una verità che spesso uno scopre quando muore”. Lui l’ha scoperto prima.
– Non gliene importa niente di nessuno, si tiene tutt’e due e si vanta con gli amici, ha iniziato a scrivere pure alla terza per vantarsi meglio.

Ho io una domanda per te, adesso: ma per quale motivo dovrebbe scegliere? Se scegliere significa (significa sempre) perdersi qualcosa, perché perdersi qualcosa?

La tentazione di dirti di fare in fretta, capire e scappare è forte. Ma tanto non lo farai. L’innamorato non sa prendere decisioni. L’innamorato è uno che aspetta. Uno che aspetta sempre, cambia solo l’attesa: da un like o un messaggio dei meno esigenti fino a una separazione, gli innamorati più esosi.

C’è gente abbastanza coraggiosa da prendersi il rischio tremendo che non succeda niente. Sei una di loro, L. Sono i soldati dell’ultima possibilità. Gli estorsori della vita. Sono quelli che non restano mai senza speranza, non hanno paura di niente e mentre fanno finta di chiedersi “perché?”, in fondo al cuore sanno che finirà come dicono loro. Insomma, fanno tutto quello che io e molti altri non facciamo più, nemmeno pagati.

Poi, a un certo punto – non so come succede – si diventa più fermi e più concreti, si comincia a guardarle con una certa stanchezza, le possibilità.
I giovani non sanno quello che si perdono. Lo sanno i vecchi: il tempo.

Inviate le vostre storie di relazioni difettose, complicate, attorcigliate, tormentate o semplicemente “incasinate” a ultraviolet@iodonna.it (e avrete le risposte)

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