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L'Italia, gli italiani e l'Europa | San Francesco

L’Italia, gli italiani e l’Europa | San Francesco

I politici italiani che hanno lavorato nel sogno prima e nella costruzione dopo della comune casa europea
di Mario Scelzo

Nel precedente articolo sull’Unione Europea ( ) abbiamo parlato del funzionamento dell’Unione Europea e delle diverse attività svolte da ogni singola istituzione (Commissione, Consiglio, Parlamento e così via). Oggi, nell’approssimarsi delle elezioni europee di fine Maggio, vorrei parlarvi degli ITALIANEUROPEI, ovvero dei politici italiani che maggiormente hanno lavorato e si sono spesi nel sogno prima e nella costruzione dopo della comune casa europea.

C’è un tratto distintivo che accomuna i diversi profili che andremo ad approfondire; si tratta di personaggi che hanno anteposto l’ideale europeo a quello del loro singolo partito di appartenenza. Come vedremo, troveremo appartenenti alla Democrazia Cristiana ma anche membri del PCI, esponenti di Forza Italia ma anche personalità legate al Partito Democratico. Dovere di cronaca mi impone di segnalare che non troveremo personalità dell’attuale Governo Gialloverde: il Movimento 5 Stelle è di fatto all’inizio della propria esperienza europea, della Lega sono note le posizioni fortemente contrarie verso “i burocrati di Bruxelles”. Nel Governo Conte spicca per “sensibilità europea” il Ministro degli Esteri Moavero Milanesi, che vanta un lungo curriculum presso le istituzioni comunitarie, si pensi solo al ruolo di Vicesegretario Generale della Commissione Europea da lui svolto tra il 2002 ed il 2005.

Altiero Spinelli, politico e scrittore italiano, viene spesso citato come padre fondatore dell’Unione Europea in quanto ideatore (insieme ad Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni) del Manifesto di Ventotene. Tale documento, scritto nel 1944 mentre Spinelli era confinato dal regime fascista nell’isola laziale, propugna ideali di unificazione dell’Europa in senso federale fondandosi sui concetti di pace e libertà kantiana e sulla teoria istituzionale del federalismo. Alla stesura del Manifesto, Spinelli (personaggio di difficile collocazione politica, vicino prima al PCI poi ai Radicali ma sempre con spirito indipendente) ha fatto seguire (tra gli anni 50 e gli anni 80) anni di impegno personale nelle nascenti istituzioni europee, si pensi all’incarico di commissario europeo per le politiche industriali ed alle varie legislature da deputato europeo.

Il democristiano Alcide De Gasperi è probabilmente il politico di maggior rilevanza dell’Italia del primo dopoguerra. Primo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, più volte Ministro, viene considerato insieme al francese Schuman ed al tedesco Adenauer uno dei “Padri Fondatori” dell’Unione Europea. Durante il Governo De Gasperi l’Italia è, nel 1951, tra i paesi fondatori (insieme a Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi) della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), di fatto la prima Istituzione Europea, embrione della nascente CEE (Comunità Economica Europea).

Altro nome da citare è quello del liberale Gaetano Martino (padre di Antonio Martino, tra i fondatori di Forza Italia), promotore nel 1955 della “Conferenza di Messina”, importante momento di rilancio del processo di unificazione del continente, e successivamente, tra il 1962 ed il 1964, Presidente del Parlamento Europeo.

Il livornese Carlo Azeglio Ciampi, economista e banchiere italiano, già Presidente della Banca d’Italia, prima di essere stato Capo del Governo, Presidente della Repubblica e più volte Ministro dell’Economia, è da tutti considerato colui che ha garantito l’ingresso dell’Italia nel sistema economico dell’Euro.

In tempi più recenti, come non ricordare il ruolo di Romano Prodi, Presidente tra il 1999 ed il 2004 della Commissione Europea. Designato dai governi europei alla Commissione europea, viene accolto con un appoggio ampio composto in particolare dai parlamentari europei popolari e socialdemocratici. Durante la sua presidenza sono avvenute alcune innovazioni nell’Unione: il 1º gennaio 2002, l’entrata in vigore dell’Euro come valuta corrente in undici paesi dell’Unione; il 1° maggio 2004 l’allargamento dell’Unione ad altri 10 paesi: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria; il 29 ottobre 2004, la firma a Roma della Costituzione europea. Molte furono le riforme proposte o appoggiate da Prodi, in materia di mercato interno e di unificazione dello spazio giudiziario europeo (tra cui il cosiddetto “mandato d’arresto europeo“).

Altra personalità di grande rilievo nelle Istituzioni Europee è Mario Monti: Presidente dell’Università Bocconi dal 1994, l’ex Premier è stato commissario europeo per il mercato interno tra il 1995 e il 1999 nella Commissione Santer; sotto la Commissione Prodi ha rivestito il ruolo di commissario europeo per la concorrenza fino al 2004.

Per venire alla stretta attualità, due sono gli italiani con ruolo di prestigio nelle Istituzione comunitarie. Più volte parlamentare a Bruxelles, successivamente commissario per l’industria e l’imprenditoria, l’esponente di Forza Italia Antonio Tajani è stato eletto il 17 Gennaio 2017 Presidente del Parlamento Europeo grazie al sostegno dei parlamentari del PPE (Partito Popolare Europeo). Tra i membri della Commissione Europea, col ruolo di “Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza”, troviamo Federica Mogherini, esponente del Partito Democratico ed ex Ministro degli Esteri durante il Governo Renzi.


Mario Scelzo

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