Home / Salute e Bellezza / Ma i disabili possono essere bravi genitori? Chiedetelo alla Minetti
Ma i disabili possono essere bravi genitori? Chiedetelo alla Minetti

Ma i disabili possono essere bravi genitori? Chiedetelo alla Minetti

Oh, no.

Ci siamo sbagliati.

Tutti, e di brutto.

Eravamo convintissimi di avere inaugurato da una decina di giorni circa il 2019.

E invece non è così. 

Signore e Signori, sappiatelo: siamo nel 1719. O al massimo nel 1819.

Non può essere altrimenti, visto che in queste ore c’è chi critica la scelta di una donna disabile – non vedente, per l’esattezza – di diventare mamma.

Fossimo davvero già lanciati negli anni Duemila, anche solo l’idea di mettere in dubbio il diritto alla maternità di una donna non vedente sarebbe a dir poco risibile.

La mamma in questione è Annalisa Minetti.

Già partecipante a Miss Italia, cantante di buon successo, oggi campionessa paralimpica e laureanda.

Non vedente.

La Minetti, volto noto in Italia, è molto attiva sui social ed è lì (poco sorprendentemente, a dire il vero) che i soliti leoni da tastiera hanno criticato la sua maternità doppia: un figlio di 10 anni e una seconda, piccolina, 10 mesi.

«Non avrei messo al mondo dei figli che non potrei mai vedere… Forse è un modo per non impazzire, fa così per non pensare».

«Certo, cieca… Non avrei messo al mondo un secondo figlio. E non farei cose oltre alla normalità solo per apparire normale».

«Mi fa tenerezza, anche se ostenta una normalità che non avrà mai»

La diretta interessata non ha risposto (ma guarda tu ‘sti ciechi, so’ pure un po’ cafoni che manco rispondono…).

Io da mamma rabbrividisco al pensiero che chi l’ha insultata e trattata da “minorata vanitosa” possa essere a sua volta una madre. Che cosa potrebbe mai insegnare ai propri figli una così?

Dietro a un figlio bullo e privo di empatia ci sono madri e padri del genere.

Iacopo Melio, attivista per i diritti dei disabili e scrittore – recentemente insignito dal Presidente Mattarella del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana proprio per le sue battaglie di civiltà quotidiane, on e offline – ha commentato così:

«Quando leggo queste cose mi passa quasi la voglia di combattere per distruggere i pregiudizi e l’ignoranza che la società dimostra verso la disabilità. Ma davvero si lotta e si resiste per questa gente?»

Personalmente, invito i leoni e leonesse da tastiera che hanno criticato e attaccato a leggere le poche righe che seguono.

Le ho tradotte in italiano per voi, prendendole dal sito di Disabled Parenting, una piattaforma statunitense che supporta le persone con disabilità che hanno figli o stanno considerando di averne.

Questo articolo in particolare fa il punto su cosa significa e come funziona quando i genitori sono non vedenti.

È stato scritto da una mamma non vedente – eh sì, i ciechi possono anche scrivere articoli. 

Ecco alcuni passaggi fondamentali (poi se volete, vi invito a leggere anche tutto il resto, ne vale la pena).

1 – Le persone non vedenti possono avere più di un bambino.

“Tristemente, le persone spesso assumono che chi ha perdita di vista può gestire solo un bambino e la società spesso guarda male chi devia da questa pseudo-norma. (…) Ma la realtà è che siamo in grado di farcela. La scelta di quanti figli vogliamo fare dipende solo e unicamente da noi”.

2 – Malgrado quello che si pensa comunemente, i nostri figli non sono i nostri badanti.

3 – Le nostre tecniche adattative diventano routine per i nostri figli.

“I figli di non vedenti sono perfettamente a loro agio con le tecnologie che supportano i loro genitori, dal bastone all’assistente vocale quando si legge al favola della buonanotte”.

4 – Ciascun singolo genitore non vedente sa che cosa funziona per lui/lei.

“Solo noi sappiamo che cosa è meglio per la sicurezza, crescita e sviluppo dei nostri bambini”.

5 – I genitori non vedenti sono dei sopravvissuti.

“Spesso fanno i conti con stereotipi negativi, ingiustizia sociale, paure malriposte e diseguaglianza.

Ma quando sei non vedente e hai figli, impari a tirare fuori il tuo bulldozer interiore.

Quando si tratta dei nostri figli, impieghiamo ogni mezzo per arrivare allo scopo”.

Esattamente, aggiungo io, quello che tentiamo di fare tutti noi madri e padri, vedenti o meno. 

La differenza tra un bravo genitore e uno cattivo sta tutta qui: non dipende dalle diottrie, ma dall’impegno e dall’amore che mettiamo nel tirare su i nostri figli.

Magari, quando nella testa delle persone finirà il Medio Evo e inizierà finalmente, davvero, il 21esimo secolo, non ci sarà nemmeno più bisogno di ribadirlo.

 

Leggi tutto

ARTICOLO SUGGERITO

Nina Moric attanagliata dai rimpianti: “Carlos, non fare come me”

Nina Moric attanagliata dai rimpianti: “Carlos, non fare come me”

Nina Moric attanagliata dai rimpianti: “Carlos, non fare come me, promettimelo” Nina Moric e Fabrizio …