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St. Lucia. I Caraibi degli innamorati sono qui

St. Lucia. I Caraibi degli innamorati sono qui

Le riconosci subito. Scendono dall’aereo stringendo a sé una grande sacca copriabito e subito s’intuisce che lì dentro c’è il “sogno del sì” che si sta per realizzare. In ogni volo per l’isola di Saint Lucia, ci sono almeno due o tre donne che su questo isolotto delle Piccole Antille, convoleranno a nozze. Le riconosci non solo per il vestito da sposa gelosamente custodito, ma anche per i loro sorrisi e le carezze e i baci dati ai propri partner. Del resto sono atterrate in una delle zone più romantiche dei Caraibi, per realizzare il desiderio di felicità. Un’isola dove il sole splende sempre, intreccia giochi di luce sulle acque dell’Oceano e concretizza l’idea di una destinazione paradisiaca pur se selvaggia. Ma anche per chi è già sposato e vuole alimentare la propria love story o per chi vuole concedersi una fantastica luna di miele, l’isola dalla caratteristica forma di goccia regala grandi emozioni. Anche le strutture alberghiere e i resort si adeguano a questo bisogno di passione. Cuori disseminati qua e là, disegnati sulle pareti, di pietra scolpiti, creati con il cibo, a rendere ogni momento speciale. “Love is all you need”, l’amore è tutto ciò di cui hai bisogno, è il claim dei Sandals Resorts, leader delle vacanze ai Caraibi che promettono di pensare a tutto il resto per offrire agli innamorati una esperienza di quelle che non si dimenticano.

“Superare le aspettative” è l’imperativo del presidente e fondatore Gordon “Buctch” Stewart con la sua formula di “lusso incluso” e un servizio su misura rigorosamente solo per le coppie. Per una fuga all’insegna della dolcezza e della privacy il resort Sandals Grande St. Lucian è l’ideale. Un vero nido di tenerezza con le Rondoval suite a forma circolare, piscina privata e paesaggi da cartolina. Su di un lato, si stende lungo la Rodney Bay, regalandovi le acque più calme di questo fazzoletto di terra; l’altro lato della penisola si affaccia invece sul maestoso Oceano. Montagne vulcaniche, coperte da un manto di foresta pluviale, emergono da un mare cristallino, mentre la baia riparata invita al relax.

Gros e Petit Piton

E cosa c’è di meglio che giurarsi amore eterno in questo scenario, illuminati dai colori caldi di un tramonto tropicale e accarezzati dalle brezze dell’Atlantico? Il matrimonio – ogni anno ce ne sono cinquecento, quasi due al giorno – si celebra nella cappella a sfioro sull’acqua. Se si prenotano almeno tre notti, si può usufruire di un pacchetto nozze gratuito, che include, tra le altre cose, la torta decorata con orchidee, una manicure per lei e un massaggio per lui (nel centro benessere Red Lane), un letto di petali di fiori, una cena servita in guanti bianchi.

Ma anche per chi vuole semplicemente vivere una vacanza avventurosa in due, l’isola è un concentrato di ricchezze da esplorare. Prima di essere scoperta da Cristoforo Colombo nel 1502, era abitata dagli indiani aruachi e dai caribi. Il suo nome è legato, stando alla leggenda, proprio al giorno della sua esplorazione (13 dicembre 1502), che corrisponde alla tradizionale festa di Santa Lucia. 

Poco distante dal resort Sandals si trova il Pigeon Island, un parco pubblico (con ingresso a pagamento). Una passeggiata silenziosa in mezzo al verde, tra prati estesi intervallati da palme di cocco e mandorli, porta alle rovine di Fort Rodney, una base sicura in una posizione strategica per i militari francesi e britannici, alternatesi dal diciassettesimo al diciannovesimo secolo e prima ancora per Francois Leclerc, meglio conosciuto come “Jambe de Bois” per la sua gamba di legno, a capo dei pirati. Da quassù, dove spicca un vecchio cannone, quando il cielo è terso, si può scorgere la vicina Martinica. 

L’isola è di origine vulcanica e il cuore sono i due Piton, le montagne gemelle, ovvero due coni vulcanici dichiarati patrimonio mondiale dell’Unesco, nel 2004. Sono il Petit (piccolo) Piton e il Gros (grande) Piton, alti rispettivamente circa 750 metri e 790 metri, anche se la cima più elevata è il Mount Gimie, con i suoi 950 metri. Island Routes organizza escursioni in jeep, attraverso piantagioni di banane, o anche in barca fino a sotto la cima.
 
Tra gli altri vulcani, merita quello di Soufrière, che dà il nome all’omonimo piccolo villaggio di pescatori, e ha un’intensa attività geotermica. Nel suo cratere, infatti, vi sono rilasci di vapori di zolfo che fanno di questo posto una spa a cielo aperto: la Sulphur Springs (si paga un ticket di ingresso). C’è anche la possibilità di fare la fangoterapia, ci si cosparge il corpo con fanghi grigi di natura sulfurea e altamente benefici per la pelle.

Relax di coppia sulla spiaggia

Ovunque, rigogliose foreste pluviali e sentieri, come la foresta di Edmund, rifugio di numerosi animali selvatici. Se siete fortunati potrete scorgere il whiptail, una delle lucertole più rare al mondo ma anche una delle più belle. La sua pancia è di un giallo intenso e la sua coda blu brillante come i colori della bandiera dell’isola. Oppure Jacquot, un pappagallo dai colori vivaci che rischiava l’estinzione a causa della deforestazione dell’isola, ma che grazie a un programma di allevamento, è stato tutelato. Curiosa pure la Mimosa pudica. Deve l’aggettivo alla sua capacità di rispondere a stimoli tattili o alle vibrazioni. Provate a toccarla, immediatamente richiuderà le foglie su se stessa, quasi per un senso di imbarazzo. Passo dopo passo, si arriva all’Enbas Saut Falls, le cui acque precipitano su una scogliera e scendono fino a una piscina naturale dove ci si può immergere per un bagno rinfrescante.

Infine, merita un’escursione Castries, la capitale racchiusa attorno al proprio porto, dove giungono settimanalmente diverse navi da crociera. Un centro vivace e affollato specie nella piazza Dereck Walcott Square, dedicata al locale premio Nobel per la letteratura Derek Walcott (precedentemente Columbus Square, in onore di Cristoforo Colombo). Qui campeggia anche un secolare albero di samaan, sopravvissuto a incendi e uragani. Su un lato della piazza sorge la Basilica Minore dell’Immacolata Concezione. Entrate a dare un’occhiata ai numerosi affreschi dai motivi biblici e alle decorazioni di arbusti tropicali. Sull’altro lato, si erge maestoso l’edificio della biblioteca pubblica in stile vittoriano all’esterno, e semplice negli arredi. Per conoscere più da vicino usanze e tradizioni, fate un giro nel Central Market, il mercato coperto, in Jeremie Street. Una via di mezzo tra un mercato agricolo, dove i contadini vendono i loro prodotti, e un mercato di souvenir, ma soprattutto il ritrovo della gente del posto e dei turisti. I venditori non sono mai insistenti ma molto disponibili a chiacchierare: raccontano con orgoglio le loro specialità e la loro identità. 

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