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Svezzamento vegetariano: sì, ma perfettamente pianificato - Io Donna

Svezzamento vegetariano: sì, ma perfettamente pianificato – Io Donna

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Quella dello svezzamento è una delle tappe evolutive più importanti dei primi anni e, di certo, uno dei momenti più impegnativi ed emozionanti per i neogenitori. Il passaggio dalla suzione alla masticazione, alle nuove consistenze e ai nuovi sapori è una vera rivoluzione per il bebè, che inizia così a conoscere il mondo che lo circonda anche attraverso il cibo. Al genitore il compito di proporgli di volta in volta alimenti nuovi, con pazienza e attenzione, per offrirgli il meglio e nutrirlo in modo sano, equilibrato e piacevole. Chi sceglie solo cibo preparato in casa, chi si affida anche a omogeneizzati e pappe selezionate con cura, chi abbraccia il nuovo trend dell’autosvezzamento e chi, invece, sceglie il metodo più classico di procedere per tappe. Tanti, poi, i neogenitori che scelgono il modello vegetariano. Ne abbiamo parlato con Renata Alleva, nutrizionista, Specialista in Scienza dell’alimentazione e presidente della sezione provinciale ISDE di Ascoli Piceno e impegnata da anni nella promozione della salute attraverso una corretta alimentazione.

I genitori che scelgono lo svezzamento vegetariano sono in aumento? Quali sono le motivazioni principali che portano a questa scelta?
Attualmente, secondo i dati Eurispes (aggiornamento a gennaio 2017) in Italia ci sono circa 2 milioni e 760 mila vegetariani, il 4,6% della popolazione, e circa 1 milione e 800 mila vegani, il 3% della popolazione). Rispetto agli scorsi anni, mentre il numero dei vegetariani è rimasto costante, c’è stato un aumento crescente di vegani che, pertanto, educano i figli a questo regime alimentare.
Alla base di questa scelta ci sono motivi salutistici, etici e ambientali. Recentemente, le proteine animali sono state oggetto di studio e associazione con maggior rischio di ammalarsi di alcuni tumori, ne è l’esempio lo studio pubblicato dalla IARC (Agenzia di ricerca sul cancro dell’OMS) che ha classificato le carni rosse come probabili cancerogene e salumi e carni trasformate come cancerogeni certi (gruppo 1). Tutto questo è legato anche al grosso inquinamento ambientale che creano gli allevamenti intensivi (bovini, maiali, polli), alla cui pratica è legato anche un abuso di antibiotici, proprio per le condizioni non rispettose del benessere dell’animale, che deve crescere in fretta per accorciare i tempi in cui si arriva alla macellazione. Pensando alla qualità dei mangimi, per i bovini in genere si tratta di soia OGM, più ricca di glifosato, l’erbicida molto discusso per la sua probabile cancerogenicità…

Che differenza c’è tra svezzamento vegetariano e quello vegano?
Lo svezzamento vegetariano esclude carne e pesce, ma include tutti i derivati animali (uova, formaggi), mentre quello vegano si basa solo su alimenti di origine vegetale. Questa differenza è sostanziale soprattutto per l’apporto di vitamina B12, che essendo presente solo in prodotti animali, nello svezzamento vegano deve essere necessariamente integrata.

Come si può essere certi che l’alimentazione scelta sia davvero salutare e priva di carenze nutrizionali?
Esiste un documento ufficiale dell’Academy of Nutrition and Dietetics, che definisce le diete vegane e vegetariane, sostenibili e salutari in tutte le fasi della vita purché opportunamente pianificate da uno specialista che sappia valutare le corrette integrazioni. Chi si accinge a seguire un’alimentazione vegana deve sapere che la vitamina B12 deve essere necessariamente integrata. Diversa è la questione della vitamina D, i cui livelli dipendono soprattutto dall’esposizione al sole, quindi più allo stile di vita che a una particolare dieta, tanto che anche chi ha un’alimentazione onnivora risulta spesso carente. Mentre per ferro, calcio, iodio, zinco e grassi polinsaturi, grazie all’abbondanza di verdure, semi oleosi, legumi e cereali non raffinati e alghe, i vegetariani hanno paragonabili (se non a volte migliori) livelli rispetto a bambini che mangiano carne e salumi, bevono latte, ma non mangiano né frutta né verdure, né legumi.

Quali sono i rischi di un’alimentazione vegetariana o vegana non pianificata per un bambino?
In realtà, sono gli stessi che corre un bambino non vegano o vegetariano che segue una dieta non equilibrata, ossia quello di andare incontro a carenze o squilibri nutrizionali. La popolazione pediatrica è affetta da sovrappeso e obesità e il problema riguarda i bambini che mangiano proteine animali, ma che non hanno una dieta equilibrata, spesso accompagnata anche da carenze di ferro e calcio per lo scarso apporto di verdure, frutta e legumi. La differenza importante, soprattutto per i bimbi vegani, può farla la mancata integrazione di vitamina B12, che può portare anemia e gravi disturbi del sistema nervoso.

Quali consigli pratici darebbe a un genitore che sta per avviare uno svezzamento di questo tipo?
Sicuramente informare il pediatra, che eventualmente consiglierà di consultare un nutrizionista esperto in diete vegane: l’alimentazione è importantissima per la salute del bambino e quella del futuro adulto, non ci si può permettere di fare errori in questa fase della vita.

Si parla con sempre maggiore apprensione e attenzione di pesticidi. Come possiamo difendere i nostri figli, specie scegliendo un’alimentazione esclusivamente vegetariana?
Il problema pesticidi è ormai assai diffuso e non riguarda più solo i vegetariani, ma tutti, vista la diffusione di questi prodotti tossici nell’ambiente e in tutta la catena alimentare. I bambini sono particolarmente sensibili e più esposti a sostanze tossiche, specie attraverso il cibo. Da nutrizionista, consiglio non solo a vegani e vegetariani, ma a tutti i genitori, di scegliere alimenti che siano stati prodotti nel rispetto dell’ambiente, come quelli provenienti da agricoltura biologica, che non utilizzano pesticidi di sintesi. Soprattutto frutta e verdura costituiscono per tutti i bambini una fonte di vitamine, polifenoli e sali minerali indispensabili per la crescita, pertanto più sono sicuri e privi di pesticidi, più ci garantiscono salute.

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