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Un colore per rinnovare

Un colore per rinnovare

«Quando i clienti si fidano del lavoro dei progettisti, i risultati possono essere interessanti anche avendo a disposizione budget contenuti». È quanto racconta l’architetta Francesca Perani in merito all’intervento di ristrutturazione e architettura degli interni di una villa bifamiliare in Brianza di 150 mq, ultimato nell’arco di otto mesi circa con i colleghi Rosario Distaso e Katrin Wichelhaus dello studio Bloomscape Architettura.

La storia di questo immobile potrebbe essere comune a un’ampia porzione del patrimonio residenziale italiano: un nucleo familiare cambia la sua composizione e le nuove esigenze emerse vengono soddisfatte rinnovando la casa di proprietà. Un’operazione, dunque, guidata dal desiderio di conseguire maggiore funzionalità e indipendenza, che in questo caso è stata tradotta in un percorso virtuoso di ascolto e pensiero, rispettoso del luogo e della sua memoria storica. Lavorare all’interno della casa dell’infanzia del committente ha convinto i progettisti sull’importanza di assumere, come dichiara Perani, «un atteggiamento conservativo nei confronti di alcuni aspetti». Per questo sono stati preservati alcuni elementi identitari, tra cui la graniglia multicolor dei rivestimenti interni ed esterni, scelta all’epoca dell’edificazione negli anni Sessanta.

Decisa, tuttavia, risulta l’impronta impressa dagli architetti sullo stabile, con evidenti novità a livello distributivo, compositivo e visivo. L’impostazione “simmetrica” iniziale, che vedeva i due appartamenti della villa disposti uno sopra all’altro, è stata superata: in una porzione del piano terra, sul lato nordest, risiede ora la madre del committente; il resto dell’immobile è occupato dal secondo appartamento, destinato alla coppia. Ricavata all’interno di una sinuosa apertura, la nuova scala interna connette i due piani a disposizione di quest’ultima e, nello stesso tempo, si fonde con gli arredi su misura previsti in cucina, trasformandosi in una seduta-contenitore. A caratterizzare con forza l’intero intervento sono l’uso del colore giallo ocra, presente anche all’esterno, e l’apertura di una serie di forature su tramezzi e pareti perimetrali. L’inserimento di questi “mini-oblò”, oltre a permettere alla luce di penetrare anche sul fronte sud, in precedenza cieco, assegna a tutti gli spazi interni uno speciale appeal. La forma circolare di tali aperture, infine, viene ribadita attraverso le scelte compiute sul fronte dell’arredamento: dagli specchi tondi collocati nei bagni fino ai lampadari previsti nella zona notte e in cucina.

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