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Bastardo bianco: ecco com’è quando i terroristi siamo noi, e le vittime sono loro

Bastardo bianco: ecco com’è quando i terroristi siamo noi, e le vittime sono loro

Pochi ora lo ricordano ma nel 2011, al margine della strage norvegese, scoppiarono forti polemiche nel momento in cui alcuni si accorsero che le “idee” di Breivik erano mutuate, magari in modo distorto, da teorie che circolavano liberamente da molto tempo e che nessuno si sognava di considerare il supporto teorico di un potenziale massacro. Successe anche in Italia, con relative minacce di querele da parte degli intellettuali. Ovvio, chi scrive un libro o un articolo non può essere ritenuto responsabile se un tizio, magari dall’altra parte dell’Europa, ne prende un pezzo, lo capisce male, lo trasforma in un’ossessione ideologica e si mette a sparare in giro. Però, però… Quanta reale differenza c’è tra la visione dell’Eurabia (ovvero, la teoria per cui il nostro continente sarà presto islamizzato, a causa dei flussi migratori in arrivo dai Paesi islamici) sposata da intellettuali e scrittori anche illustri e il panico di Breivik per “la decostruzione della cultura norvegese a causa dell’immigrazione in massa dei musulmani”? E quanta differenza c’è, tornando al massacro in Nuova Zelanda, tra le “idee” di Tarrant sugli immigrati e quelle di Candace Owens, la famosa attivista e blogger di ultra-destra che piace a Donald Trump, citata nel manifesto dello stragista australiano e ora ovviamente (e anche per lei: giustamente) impegnata a distanziarsi da questi ultimi, orribili eventi?

C’è un nesso tra tante idee che circolano in Rete, sui giornali, nei libri, nei circoli intellettuali, e queste stragi? E se c’è, come funziona? Sono domande che dobbiamo assolutamente farci, per non ritrovarci nella scomoda posizione di tanti, tantissimi musulmani pacifici e perbene. Quelli che ci ripetono ogni giorno che l’Isis (che prendiamo a esempio giusto per capirci) non rappresenta l’Islam, che i veri valori dell’Islam sono ben diversi. Ma con questo non riescono a cancellare né a spiegare un semplice un fatto: che l’Isis comunque spara e ammazza ferocemente in nome dell’Islam, anzi, in nome di ciò che considera il vero Islam. Proprio come i vari Breivik e Tarrant ammazzano in nome di ciò che, certo a torto, considerano l’essenza della civiltà occidentale.

Nella drammatica realtà quotidiana permane, com’è ovvio, una grande differenza. Il terrorismo di stampo islamista ha dimensioni infinitamente maggiori del suprematismo bianco o occidentalista. I Tarrant e i Breivik non hanno alle spalle Stati pronti a finanziare loro ed eventuali loro compagni, mentre Al Baghdadi e soci ricevono aiuti cospicui da nazioni ricchissime come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar. Però questo è oggi, quando i musulmani in Europa sono solo il 5% della popolazione. Che cosa potrebbe succedere se in Europa i musulmani fossero, per dire, il 20% della popolazione? Pensiamoci. Considerato il calo della popolazione europea e il rapido incremento di quelle del Medio Oriente e dell’Africa, potrebbe succedere prima di quanto pensiamo.

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