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Cammino dei Briganti: un'avventura a piedi tra Lazio e Abruzzo

Cammino dei Briganti: un’avventura a piedi tra Lazio e Abruzzo

Tra la Marsica e il Cicolano, al cospetto del Monte Velino, si ripercorre un sentiero carico di storia, sulle orme dei briganti che lottavano contro l’invasione sabauda. Da Sante Marie a Tagliacozzo, tutte le tappe da non perdere, tra borghi, boschi e sentieri (adatti anche ai bambini)

 

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Tra boschi, montagne, natura selvaggia e borghi medievali, si snoda un percorso suggestivo e misterioso che evoca l’idea di frontiera e di libertà. Siamo sul Cammino dei Briganti, al confine tra Lazio ed Abruzzo e più precisamente nelle zone della Marsica e del Cicolano, ai piedi del Monte Velino. In queste terre, un tempo suddivise tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli, si nascondeva la cosiddetta Banda di Cartore, un gruppo di briganti che lottava clandestinamente contro l’invasione sabauda. Sono trascorsi oltre 150 anni da quei cruenti avvenimenti ed oggi quei sentieri, carichi di storia si risvegliano dall’oblio e ritornano a vivere, regalando ai viandanti un’esperienza unica, ricca di fascino ed emozione. Il cammino è ad anello ed è suddiviso in 7 tappe  da percorrere in 7 giorni – con possibilità di alloggiare in antichi casali trasformati in bb – per un totale di circa 100 km. Inoltre, trovandosi ad un’altezza non molto elevata, tra gli 800 ed i 1300 metri di quota, la “passeggiata” è adatta anche alle famiglie con bambini che possono decidere d’intraprenderla sia a piedi, sia in mountain bike (noleggiabili all’inizio del tragitto), oppure scegliere di farsi accompagnare da docili asinelli che, sia ben chiaro, trasporteranno soltanto i nostri bagagli e nient’altro.

CAMMINO DEI BRIGANTI: PRIMO GIORNO, DA SANTE MARIE A SANTO STEFANO

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Il punto di partenza per questa avventura è il caratteristico villaggio di Sante Marie, in provincia de L’Aquila. Qui è d’obbligo una visita al settecentesco Palazzo Colelli che ospita la mostra-museo sul brigantaggio. Documenti inediti e lettere d’epoca, divise militari, foto antiche, armi da sparo e cimeli del periodo pre e post unitario, ci preparano ad affrontare, con il giusto spirito, la nostra prima tappa di 5 km e mezzo alla volta di Santo Stefano. Non prima, però, di aver ritirato il salvacondotto per essere riconosciuti lungo il cammino

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CAMMINO DEI BRIGANTI: SECONDO GIORNO, DA SANTO STEFANO A NESCE

I 14 km che, da Santo Stefano alle pendici del Monte Faito, conducono al borgo medievale di Nesce, attraversano alcuni piccoli paesini, tra cui Valdevarri e Poggiovalle – famoso quest’ultimo per aver dato i natali a molti briganti. Siamo così passati dall’Abruzzo al Lazio, giungendo nella Valle del Salto che deve il suo nome all’omonimo fiume. Dopo aver camminato tutto il giorno ed aver goduto dell’estatica bellezza di questi paesaggi incontaminati, la stanchezza comincia a farsi sentire ed un po’ di sano riposo è proprio quello che ci vuole, prima di affrontare con rinnovato slancio la tappa dell’indomani.

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TERZO GIORNO, DA NESCE A CARTORE

Di primo mattino si parte per una bella scarpinata di 17 km alla volta di Cartore. Costeggiando il fiume Salto, si passa dalla frazione di Villerose a Spedino, sempre nella provincia reatina dove, fuori dal centro abitato, si possono ammirare i ruderi del castello risalente all’XI secolo. Da non perdere anche la Chiesa di San Paolo con la necropoli annessa. La meta finale del percorso odierno? Cartore, un antico centro abitato situato all’interno della Riserva naturale regionale Montagne della Duchessa, nonché rifugio dell’omonima banda di briganti che imperversava nella zona.

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QUARTO GIORNO, DA CARTORE AL LAGO DELLA DUCHESSA

La quarta tappa del Cammino dei Briganti, di 12 km e mezzo, conduce verso il Lago della Duchessa – così chiamato in onore di Margherita d’Austria – uno dei più alti laghi di origine carsica dell’Appennino Centrale. Un posto davvero incantevole dove soffermarsi ad ammirare estasiati lo spettacolo della natura.

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QUINTO GIORNO, DA CARTORE A ROSCIOLO

Lungo gli 8 km che separano Cartore da Rosciolo, si visitano la splendida Chiesa romanica di Santa Maria in Valle Porclaneta, nella località di Magliano. Di origine benedettina, al suo interno la chiesa conserva un notevole ambone scolpito in pietra, raffigurante storie dell’Antico Testamento e risalente al 1150. Arrivati a Rosciolo, sul Monte Velino, è come fare un tuffo nel passato. La chiesetta parrocchiale, gli stretti vicoli, le vecchie case, tutto narra di un tempo in cui le porte del paese venivano chiuse la sera, per essere poi riaperte al mattino successivo.

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SESTO GIORNO, DA ROSCIOLO A TAGLIACOZZO

Lasciando Rosciolo alle spalle, ci si incammina per 14 km in direzione di Tagliacozzo. Questo tragitto offre una duplice alternativa: passare da Sorbo o da Scurcola Marsicana. Sorbo conta soltanto 65 abitanti e deve il suo nome proprio alle numerose piante di sorbo che crescono sul vicino Monte San Nicola. La particolarità di Scurcola Marsicana, invece, è la Venere, una fontana dell’ 800, costruita in occasione dell’inaugurazione del primo acquedotto comunale, alla quale, per oltre mezzo secolo, tutta la popolazione ha attinto acqua. Nel mese di agosto qui si svolge un tradizionale corteo storico medievale composto da oltre 250 figuranti che rappresentano le varie contrade.

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SETTIMO GIORNO, DA TAGLIACOZZO A SANTE MARIE

Il castello di San Donato di Tagliacozzo, che domina la vallata sottostante, ci indica che siamo  quasi alla fine di questo nostro itinerario. Attraversando i minuscoli borghi di Tubione e di Scanzano, rieccoci a Sante Marie, lì dove tutto è cominciato e dove ci sta aspettando, per ripagarci della fatica e dell’impegno profusi, una meritata pergamena a testimonianza dell’avvenuto cammino. D’altronde, lo diceva persino il filosofo greco Pitagora: “Abbandona le grandi strade, prendi i sentieri”.

Info: camminobriganti.wordpress.com

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