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Iconicità per Vuitton: la sfilata al JFK di New York

Iconicità per Vuitton: la sfilata al JFK di New York

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Perfettamente in linea con lo stile del suo grande direttore artistico, Ghesquière, la sfilata del colosso di moda ha preso piede in terra americana ospitando consuete e immancabili icone di stile, moda e cinema.

Una collezione a metà strada tra gli anni 80 e lo stile avanguardista che mira a rappresentare un incrocio di stile e culture.

La sfilata 2020 firmata Vouitton, si è tenuta presso l’aeroporto di JFK di New York in linea con i punti forti del brand, futuristica e dettata da elementi architettonici e design. Tra gli ospiti in prima fila artisti dal calibro come Julianne Moore, Cate Blanchette Sophia Turner e Joe Jonas tra i principali. Inoltre Jennifer Connelly, Emma Stone, Michelle Williams, Laura Herrier e molti altri.

Una scelta strategica quella di Vuitton che sceglie l’aeroporto di JFK di New York e nello specifico Il TWA Flight Center, uno spazio in fase di restauro che diventerà un hotel di circa 500 camere.  In disuso da molti anni, venne utilizzata dal regista Spielberg per il film Prova a Prendermi.

Nicolas Ghesquière al timone del brand ormai da tempo, prosegue il suo percorso e iter personale alla ricerca di architetture esclusive in linea con il tema del viaggio. La gioia della scoperta, l’entusiasmo e la felicità nel partire, il godimento del viaggio in ogni suo singolo istante in ogni sua destinazione, sono questi i punti di forza del brand.

Dopo Monaco, la Bob Dolores Hope Estate a Palm Spings, il Mac Niteroi in Brasile, il Miho Museum in Giappone e la Fondazione Maeght nella French Riviera, mira oggi ad un nuovo capolavoro architettonico creato a suo tempo dall’architetto finlandese Eero Saarinen famoso per la capacità di esplorazione e sperimentazione del design. Le sue capacità e creatività gli permisero di creare la struttura alata di 18mila metri quadrata nata e prodotta agli inizi dell’era Jet della Trans World Airline. Vuitton è stato il primo brand di moda a presentare un evento nel monumento restaurato e che fu aperto solo dopo la sfilata.

Fatto comune per le grandi case di moda, presentare collezioni in ambienti fuori dal comune, come infatti fece Dior nella città marocchina Marrakech, oppure come Chanel che trasformò il Gran Palais di Parigi in una stazione.

Reinterpretazione costante, suggestioni ed influenze che si mixano, voglia e desiderio di qualcosa di nuovo è ciò che si è voluto presentare. La collezione Cruise 2020 mantiene lo spirito della couture senza tempo, allineata armonicamente a stampe eclettiche e colori acidi, mirati soprattutto a richiamare i colori della grande mela, città che non dorme mai.

Photo credit should read ANGELA WEISS/AFP/Getty Images)

La donna Vuitton è cosmopolita, nuova femminilità ed audace. Una collezione di lusso ma che mantiene il savoir-faire del brand.

Laura Savini

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