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Il coraggio delle donne in una canzone, gara di voci con Noemi

Il coraggio delle donne in una canzone, gara di voci con Noemi

CRONACA

Noemi. Immagine di repertorio (Fotogramma/Ipa)

“Non si può cantare solo l’amore. Ci sono parole come tumore al seno metastatico cariche di significato, di storie di persone. La vita di chi fa musica è molto egocentrica, passiamo il tempo a dire il mio album, la mia band. Questa società è atomizzata, sui social siamo tanti ‘io’. Ma la musica è inclusione, è come una freccia, le sue vibrazioni ci riconoscono come se fossimo bersagli. E si può usare la nostra capacità di farsi ascoltare per raccontare realtà alternative, come quella che vivono queste donne, non farle sentire sole“. Ne è convinta Noemi, star del pop nazionale e da oggi anche volto, coach, giurata di un particolare contest musicale. ‘Play! Storie che cantano’ – presentato a Milano – è una sfida tra giovani artisti che si cimenteranno con una missione: dare voce (e note) al coraggio, al vissuto, alle emozioni delle donne con tumore al seno metastatico.

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Riparte con questa nuova impresa la campagna nazionale ‘Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico‘, promossa da Pfizer con il patrocinio della Fondazione Aiom e in collaborazione con le associazioni Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia. In principio erano le parole, quelle usate per raccontare le storie delle pazienti per poi farle conoscere attraverso il web, la radio, i social, la piazza. Poi il focus si è spostato sulle immagini e nell’ambito della campagna è nato il corto ‘La notte prima’, presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Quest’anno il testimone passa alla musica e alla sua capacità di arrivare dritto al cuore.

“Da sempre la musica ha il potere di tenere insieme, sostenere e creare ascolto. Lo testimoniano esperienze come il Live Aid organizzato da Bob Geldof negli anni ’80”, uno dei più grandi eventi rock solidali, “o l’esperienza dell’orchestra che unisce musicisti israeliani e palestinesi del maestro Daniel Barenboim”, osserva la presidente di Europa Donna Italia, Rosanna D’Antona, che è stata anche la ‘paziente zero’ dell’Istituto europeo di oncologia fondato da Umberto Veronesi. E oggi ricorda le origini dell’impegno intrapreso per le donne con malattia metastatica: “Sono state le parole di una paziente, Francesca Balena, che un giorno mi disse ‘ci siamo anche noi’, a innescare un percorso. Sulla stessa scia si muove anche questa iniziativa”. Da oggi fino al 30 giugno artisti affermati o emergenti potranno candidarsi sul sito ‘voltatiguardaascolta.it’ con un brano musicale ispirato alle storie delle pazienti raccolte nel corso delle campagne 2017 e 2018 (bando e racconti sono disponibili sul sito).

Previste anche due ‘audition’ a Roma e a Milano, durante le quali gli artisti potranno far ascoltare i brani dal vivo alla giuria di cui fanno parte Noemi, i rappresentanti delle associazioni partner e gli addetti ai lavori di importanti produzioni musicali, con la supervisione artistica di Andrea Papazzoni e Jean Michel Sneider di Mp Film. Chiusa la raccolta di ‘provini’ online e completate le audition, i brani presentati verranno valutati dalla giuria che selezionerà i 5 brani finalisti. A ottobre il coronamento del percorso sarà l’evento ‘Live!’, un concerto gratuito aperto al pubblico, con la partecipazione di Noemi, dedicato alla presentazione dei brani e alla proclamazione del vincitore, selezionato – “in stile Sanremo“, sorride Papazzoni – da una giuria tecnica e dalle pazienti.

Parallelamente al contest, da marzo a luglio l’installazione simbolo della campagna, ‘La folla immobile’, sarà protagonista di eventi in 3 città: Cagliari, Palermo e Perugia. ‘Voltati. Guarda. Ascolta’ parteciperà con un proprio stand al villaggio della ‘Race for the cure’ a Roma e nell’ambito dell’iniziativa ‘Carovana della prevenzione’. In Italia si stimano circa 37 mila donne con tumore al seno in forma avanzata o metastatica. “Significa 37 mila famiglie che hanno una mamma, moglie o figlia colpite – sottolinea Paola Cornero che l’esperienza l’ha vissuta sulla sua pelle – La parte più difficile è quando arriva la consapevolezza di dover convivere con la malattia. Quando c’è un dolore qualunque l’idea che possa finire e si possa tornare a una vita normale è una grande consolazione e noi non l’abbiamo. Questa campagna mi ha fatto scoprire il potere delle parole per non sentirci così sole“.

“Come medico – le fa eco Riccardo Massetti, presidente di Susan G. Komen Italia – mi piace la parola ‘ascolto’. L’ascolto è già da sé una risorsa terapeutica. Molti medici dimenticano di ascoltare, sono tecnici della malattia. Ma il cancro lascia anche una ferita nella persona e se non si ascolta non si può capire”. Ascoltare la voce di queste donne significa sapere che passano “anche 5-6 ore nelle sale d’attesa”, racconta Cristiana Rinaldini, colpita dalla malattia, che evidenzia l’importanza di “uno sportello dedicato, una via preferenziale affinché con esami e controlli non si perda tutta la giornata”.

Ascoltare, dunque, “le esigenze delle donne: di curarsi sempre meglio, di avere sempre farmaci nuovi a disposizione, di non rimanere indietro, di non sentirsi cittadini di serie B o dover rinunciare a determinati trattamenti perché magari mancano dei fondi”, elenca Alessandro Comandone, consigliere della Fondazione Aiom che assicura: “Possiamo ottenere ancora un miglioramento della qualità di vita e della cronicizzazione della malattia. Il cancro fa sempre paura, ma meno di un tempo”. Un impegno condiviso anche dalle associazioni. Europa Donna Italia si batte anche per veder riconosciuta una Giornata nazionale (il 13 ottobre) dedicata alle donne con tumore al seno metastatico e chiede attenzione ad aspetti come l’impiego. “Le istituzioni e i datori di lavoro devono rendersi conto di cosa significa portare questo fardello. Servono delle agevolazioni”.

Susan G. Komen Italia è al lavoro per garantire sia al Nord (già attivo al Bellaria di Bologna), sia al Centro (in arrivo al Gemelli di Roma) e sia nel Sud Italia “strutture che offrano terapie integrative, dalla musicoterapia allo yoga, per il recupero del benessere”, sottolinea Masetti. “Oggi le donne posso convivere molto a lungo con il tumore al seno metastatico – evidenzia Alberto Stanzione, direttore Oncologia di Pfizer in Italia – e nascono da qui una serie di esigenze: dall’accesso equo alle terapie più innovative ed efficaci ai percorsi di cura organizzati e facilitati, fino alla necessità di assistenza e supporto. Noi vogliamo dar voce alle donne facendo sì che questa malattia esca dal cono d’ombra”.

“Togliere lo stigma alla parola metastatico, usare questa parola anche se fa paura”, è l’auspicio delle pazienti che sottolineano: “Noi siamo donne come tutte le altre, con le stesse vanità”. “Sono curiosa di vedere come artisti uomini e donne interpreteranno la sfida, magari ci sarà qualche giovane che ha in famiglia qualcuno che sta vivendo questa realtà. I testi sono importanti – conclude Noemi – Mi piace l’idea di puntare sulla sensibilità e freschezza dei giovani. Mi aspetto da loro empatia e coraggio e credo sia importante cogliere le sfumature di queste storie. Spero riescano a restituire una realtà di vita con integrità e rispetto. E cerco belle canzoni. Su questo saremo severissimi”, assicura.

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