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"L’eredità massonica Yorkshire Old Charges"

“L’eredità massonica Yorkshire Old Charges”

L’eredità MassonicaYORKSHIRE” OLD CHARGES” (1600 – 1810)

Edizione bilingue originale-italiano

Introduzione, traduzione e note a cura di Alberto Rossi

ISBN: 978 88 941 1089 0

Formato: 15,3 x 22,5 cm

Pagine: 484

Edito da Associazione  Culturale Pardes, Bellinzona

 ISBN: 978 88 941 1089 0

Il volume, edizione italiana accompagnata dai testi originali in lingua inglese e tedesca, fornisce una chiave di lettura per determinare la filiazione spirituale dell’Ordine Massonico attraverso 23 Old Charges (Antichi Doveri), selezionati dai circa cento documenti, quasi tutti manoscritti – su pergamena o carta ma anche su libri-verbali.

La pubblicazione, che a buon diritto può fregiarsi della qualifica di “enciclopedica” è frutto di lunghi anni d’impegno  serio e costante, svolto con passione e competenza, il che lo rende una preziosa rarità nel panorama editoriale nostrano così come in quello internazionale, si tratta però di un testo indirizzato ad un pubblico di nicchia composto da esperti lettori preparati sul contesto massonico.

Ne parliamo in questa rubrica dal taglio locale e generalista perché il deus ex machina del poderoso tomo in lingua italiana è l’ingegnere piacentino Alberto Rossi. Lo abbiamo conosciuto come apprezzato professionista e come collega di tante escursioni ai monti di Ferriere, ma l’Alberto traduttore competente e appassionato di un’opera complessa che intreccia, storia e costume inglesi di secoli passati ci ha rivelato un aspetto sconosciuto della sua vita che abbiamo chiesto di raccontarci in prima persona :

ALBERTO ROSSI DALLO STUDIO DI INGENERIA EDILE ALL’APPROFONDIMENTO DEI DOCUMENTI ANTICHI SULLE LOGGE INGLESI

Questa mia passione per architetti, ingegneri e muratori dell’antichità è nata da almeno quindici anni, dopo decine di anni di lavoro professionale nel campo della progettazione edilizia e urbanistica.

Ho cominciato con gli architetti e i muratori romani, studiati sui testi originali di Catone, di Vitruvio e di tantissimi altri – dopo un adeguato ripasso della Lingua latina che ora domino assai bene –, che si sono rivelati di eccezionale interesse, per poi passare agli scalpellini medievali, italiani, francesi, tedeschi, inglesi e irlandesi. Ho scoperto un mondo veramente inaspettato: i Magistri comacini (che non hanno nulla a che vedere con Como), gli Steinmetzen (tagliapietra) di Strasburgo – che nel 1459 fondarono una confraternita transazionale che andava da Colonia fino all’attuale Alto Adige e rimase in vita, superando il passaggio di quella città alla Francia e la Rivoluzione francese, fino al 1812, sotto la costante guida del Maestro Architetto della Cattedrale di Strasburgo –, e, in Inghilterra, gli stonemasons (tagliapietra) e i freemasons (liberi tagliapietra) che almeno dal 1274 fondarono in quel Paese il sistema delle lodges (logge), che passò anche in Scozie e in Irlanda.

La scoperta, per me allora inaspettata, di quella realtà inglese fu veramente una sorpresa. Per poter leggere gli antichi documenti ho dovuto studiare Inglese, Francese e Tedesco medievali, con non poca fatica, ma con notevole soddisfazione, perché oggi sono in grado di comprendere qualsiasi documento antico che non sia in Greco.

Tornando alle Logge inglesi, dal XVII secolo vi entrarono anche uomini di cultura e nobili anche di alto rango come accepted masons (tagliapietra accettati) che portarono alla nascita, il 24 Giugno 1717, della moderna speculative Freemasonry, Libera Muratorìa speculativa, cioè di tipo filosofico-morale, che si distingueva nettamente da quella operativa, formata cioè da gente ‘del mestiere’, e che nel ’Settecento si diffuse rapidamente in tutta Europa, in America e poi in tutto il mondo, radunando, ovunque, le intelligenze più illuminate: dietro ai progetti umani più nobili, a partire dalla fondazione dell’ONU, sta sempre la Freemasonry.

In tale ottica vanno letti gli Old charges (Antichi doveri) delle Logge seicentesche operative da me tradotti dall’Inglese dell’epoca. Si tratta di un complesso di precetti deontologici e fraternali che regolava il comportamento dei masters (maestri), dei fellows (operai finiti) e degli apptrentices (apprendisti) sia nei confronti dei colleghi sia nei confronti del lord (signore) che aveva commissionato un lavoro. Ogni manoscritto era usato da una data Loggia e sono tutti quasi identici fra loro.

Il più antico fra gli Old charges oggi rimasti è del 1390, ma io ho scelto gli Old charges della regione di York, che partono solo dal 1600, ma tra essi il n. 9 (The Watson MS) è copia di uno assai più antico e in altri si legge chiara l’antichità del sistema delle Logge. Inoltre negli Old Charges di York è più evidente il collegamento fra la Muratorìa operativa e quella speculativa: nel n. 5. Scarborough MS si legge che già nel 1705 il capo della loggia non era un master lavoratore ma un nobile, anche se non di alto rango. Da alcuni Old Charges si riesce anche a comprendere se la Loggia che li usava era cattolica o protestante. Tutti i documenti da me tradotti sono inediti in Italia, mentre il n. 23 (Krause MS) non è mai stato pubblicato nel mondo nella lingua originale (Tedesco) dopo la sua prima comparsa nel 1810. Ammetto di essere molto orgoglioso di quest’opera, che colma una lacuna nella letteratura specializzata, anche per il complesso impianto della mia introduzione.

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