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L'Ucraina è in ginocchio, ma Poroshenko va in vacanza alle Maldive ...

L’Ucraina è in ginocchio, ma Poroshenko va in vacanza alle Maldive …

L’Ucraina è economicamente in ginocchio, ma il suo presidente, Petro Poroshenko, si è comunque concesso una vacanza da nababbo alle Maldive. Pranzi e cene preparati da chef stellati, gite in barca, immersioni e tanti altri passatempi esclusivi, per se e per tutta la sua famiglia.

Nella prima settimana dell’anno, dal 2 all’8 gennaio, il capo di Stato ha speso la bellezza di mezzo milione di dollari. Inizialmente l’amministrazione presidenziale ha negato tutto, ma incalzata, è stata costretta ad ammettere la “breve visita privata”.

Poroshenko e famiglia avrebbero lasciato il Paese in gran segreto, grazie anche all’uso di passaporti con nomi fittizi messi loro a disposizione dai servizi segreti nazionali. Il perché di questa scelta sarebbe da ricercare in una serie di minacce – reali o meno nessuno sembra in grado di dimostrarlo – ricevute dal capo di Stato.

In vacanza sotto falsa identità

Il presidente ucraino si è registrato al resort 5 stelle, il Cheval Blanc Randheli, con il nome di “Mr. Petro Incognito”.

Poroshenko, che ha fatto fortuna nel settore dolciario prima di esser eletto presidente, non avrebbe speso soldi pubblici. L’opinione pubblica risulta esser tuttavia infastidita dal fatto che sempre più persone nel Paese fanno fatica ad arrivare a fine mese e forse, proprio per questo, il presidente avrebbe potuto accontentarsi di vacanze più modeste.

Così, tuttavia, non è stato.

Ha speso oltre 500mila euro

Il capo di Stato ucraino ha raggiunto le Maldive a bordo di un jet privato, un Dassault Falcon 7X della compagnia turca Setair.

Il costo del volo (andata e ritorno)? Ben 154mila euro. Alla somma vanno aggiunti i costi: di soggiorno (46mila euro a notte) e per i servizi aggiuntivi, come pasti, gite e immersioni (37.

550 euro). Su quest’ultimi denari, spesi con denaro contante, molti si domandano come il presidente sia riuscito ad eludere i controlli alla dogana.

Vige infatti una legge che obbliga chiunque a dichiarare alla dogana se si viaggia con più di 10mila euro cash. Domanda retorica, ovviamente: Poroshenko e famiglia non sono stati sottoposti ad alcun controllo doganale e l’elemento che lo conferma sarebbe il tempo intercorso tra l’atterraggio e l’uscita del convoglio presidenziale dall’aeroporto: appena 4 minuti.

Dalla presidenza arriva celere una risposta che soddisfa soltanto in parte le curiosità degli elettori. “Il capo di Stato ha pagato per il viaggio con il proprio denaro, e ciò emergerà dalla dichiarazione dei redditi elettronica”.

Alle vacanze extralusso non sa proprio dire di no

Ma le vacanze alle Maldive sono soltanto le ultime, cronologicamente parlando, finite sulle pagine dei quotidiani. Nel 2016 Poroshenko fu fotografato in vacanza in Spagna, e i reporter di Ukrainska Pravda scoprirono che possiede una villa sulla Costa del Sol, non dichiarata tra le sue proprietà perché appartiene ufficialmente a una delle sue aziende.

Lo stesso anno il capo di Stato ucraino venne travolto dallo scandalo Panama Papers, e venne accusato dall’opposizione in quanto proprietario di una società offshore usata per evadere milioni di dollari di tasse. Insomma, Poroshenko chiede ai propri cittadini sacrifici e chiede loro di rispettare le leggi, ma è lui il primo che, forte della carica istituzionale, cerca modi per aggirare le regole.

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