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"Non sono un bersaglio" Croce Rossa in piazza Bra

“Non sono un bersaglio” Croce Rossa in piazza Bra

Anche Verona darà il suo contributo a sostegno della campagna informativa nazionale della Croce Rossa “Non sono un Bersaglio”. Per due giorni, sabato 16 e domenica 17 febbraio, volontari della Croce Rossa del Comitato di Verona, insieme al 3° Stormo dell’Aeronautica Militare, saranno in piazza Bra per informare la cittadinanza sui rischi e sulle violenze subite dagli operatori nelle zone di conflitto e non.

In piazza sarà ricreato lo scenario di un ospedale da campo devastato, in cui i cittadini, accompagnati dal personale della Croce Rossa, potranno apprendere i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario a tutela del personale sanitario e la realtà in cui tanti volontari operano. Visite sabato 16, dalle 10.

30 alle 18, e domenica 17 febbraio, dalle 9 alle 18.

La campagna, che è parte del progetto di sensibilizzazione denominato “Health Care In Danger (HCID)”, voluto dal Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR), lanciata il 10 dicembre scorso in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, trova il suo compimento nella settimana dal 10 al 17 febbraio 2019, durante la quale verranno realizzati eventi di sensibilizzazione in tutta Italia.

Informazioni sulla manifestazione sul sito www.cri.

it/nonsonounbersaglio, dov’è disponibile anche il video realizzato per promuovere la campagna.

L’iniziativa è stata presentata dall’assessore alle Manifestazioni Filippo Rando insieme al presidente del Comitato della Croce Rossa Italiana di Verona Alessandro Ortombina e il colonnello Francesco De Simone del 3° Stormo di Villafranca.

“L’obiettivo – ha sottolineato l’assessore Rando – è quello di accrescere l’informazione sulle tante difficoltà riscontrate da questi straordinari operatori del bene nell’esercizio delle loro attività. Sempre più spesso, nei teatri di conflitti e sul nostro territorio, gli operatori della Croce Rossa, invece di ricevere aiuto, diventano bersaglio e vittime.

Questa campagna ci ricorda che anche in guerra esistono delle regole che devono essere rispettate, perché attaccare postazioni o personale sanitario viola le norme basilari del diritto internazionale umanitario e limita il fondamentale operato di aiuto alle popolazioni”.

Sono circa 1.

300 gli episodi di violenza contro l’assistenza sanitaria, registrati negli ultimi due anni in 16 Paesi in conflitto o colpiti da altre emergenze; 3 mila i casi di aggressioni a medici e infermieri in ospedale, nei Pronto Soccorso e nei presidi medici assistenziali sparsi per l’Italia, registrati in quest’ultimo anno.

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