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"Sarà un matrimonio country chic": Eva&Imma spose in campagna da Antonello Colonna | L'INTERVISTA

“Sarà un matrimonio country chic”: Eva&Imma spose in campagna da Antonello Colonna | L’INTERVISTA

Quando Antonello Colonna risponde al telefono, nel parco del suo resort a Labico – proprio sotto i castelli romani – sono appena finite le prove della cerimonia. Imma Battaglia non c’è, “Eva l’ho accompagnata io, abbiamo simulato la marcia nuziale” racconta lo chef stellato che il 19 maggio ospiterà il matrimonio dell’anno. Questo è uno dei tanti sopralluoghi delle “promesse spose”, ma Colonna da ottimo padrone di casa sa come fare per rendere quel giorno indimenticabile, e Enzo Miccio – a cui è stata affidata l’organizzazione dell’evento dalla a alla z – non può non fidarsi. 

Un ricevimento blindatissimo, come le emozioni delle protagoniste che stanno vivendo queste settimane di preparativi alla larga dai riflettori. Qualche segreto, però, siamo riusciti a strapparlo al padrone di casa.

Chef, il matrimonio dell’anno è nelle tue mani, nel vero senso della parola. Come coccolerai gli ospiti e le spose?
“Questa è una bella premessa. Quando diversi anni fa venne la regina Elisabetta a Roma ero incuriosito di sapere chi sarebbe stato il fortunato che avrebbe preparato il pranzo. Il fortunato fui io. Con Eva e Imma è accaduto lo stesso. La notizia del loro matrimonio era nell’aria e mi chiedevo dove lo avrebbero fatto, poi mi è arrivata la telefonata di Enzo Miccio. Da lì la prima emozione che presto si è trasformata in un incarico da ‘killer‘. Un killer buono. Il killer ha un obiettivo da portare a termine e l’entusiasmo è talmente forte che alla fine trascinde da tutto pur di raggiungerlo. E’ quello che sto facendo. Io vivo questa campagna e da qui iniziano le attenzioni che si trasformano in coccole. Dovrò concentrarmi a far apparire una sorta di frame con cui catturare l’attenzione, un quadro in cui si capisce che c’è stato un pensiero dietro ogni dettaglio. In questi mesi ho chiesto qualsiasi cosa alle spose per scoprire i loro gusti, il loro passato, le loro passioni. Le ho intervistate. Nei piatti che proporrò ci saranno loro e non varranno l’occhio ma la memoria. Si dovranno commuovere”.

Del menù puoi svelarci qualcosa?
“E’ ancora in fase di lavorazione. Posso dirti che mi concentrerò sulla territorialità, in particolare su tre territori: Roma, dove ha origine la mia cucina, Verona e Napoli, le città di Eva e Imma. Lavorerò su erbe, spezie, sulle piccole sfumature. Stiamo parlando di due spose buongustaie, due grandi intenditrici. Prima della cena ci sarà un aperitivo molto particolare, non con le solite tartine. Proporrò 25/30 ricette estratte dalla mia storia, tutte mono porzioni tra antipasti, primi e secondi, durerà un paio d’ore. A tavola invece ci saranno quattro portate: un antipasto, due primi, un secondo e infine la torta nuziale”.

La tua è una cucina che affonda le mani nella campagna e nella vita contadina. Richiama la stessa semplicità di Eva e Imma? 
“Sì, assolutamente. La natura e la libertà saranno le due vere damigelle delle spose. A dare le emozioni più grandi in questo matrimonio ci penserà Madre Natura. Se ci sono i ciliegi in fiore ci sono, se arrivano le pecore all’improvviso arrivano, non c’è niente di ‘fiction’. Noi possiamo solo essere dei testimoni. Non ci sono piani a e piani b, anche se piove non si trasforma la festa”.

Come tutte le spose anche loro temono la pioggia?
“Sì, ma le ho tranquillizzate: se piove viene meglio”.

Hanno fatto qualche richiesta particolare?
“Tutti cercano di fare richieste. Le domande che fanno sono lecite, ma poi divento io il trasgressore. Devo pensare a loro due e ai loro 250 splendidi ospiti, so io quello che devo fare e sono molto severo, loro lo sanno”.

Piatti da leccarsi i baffi, ma anche la location è da sogno. Che ricevimento sarà?
“Sobrio e raffinato. Lo definirei un matrimonio country chic, in questa dimora di campagna dove è nata l’amicizia tra me, Eva e Imma. Una sorta di ‘Via col vento’. Mi immagino vestiti in lino, cappelli panama o borsalino, colori giusti. Il tacco 12 qui è fuori luogo”.

In queste settimane stai incontrando spesso le spose, svelaci qualcosa. Quanto sono emozionate?
“Eva è emozionatissima. Lo dimostra, lo dice, Imma invece si nasconde dietro quel suo carattere battagliero, da rivoluzionaria, ma poi la lacrimuccia se arriva arriva”.

Chi è la più tesa? E la più esigente?
“Sempre Eva. E’ un gioco tra loro due a chi decide. Un giorno mi chiama Imma e mi dice ‘Si fa così, ho deciso io. Tranquillo che ora avviso Eva’, il giorno dopo mi chiama Eva e mi dice il contrario”.

Enzo Miccio che wedding planner è?
“Ci eravamo incrociati in passato in qualche programma televisivo, lo conoscevo di fama. E’ un perfezionista, lavora in maniera scientifica e ha una classe da vendere. Siamo riusciti a fare una bella coppia. Ci compensiamo. Quando ci siamo incontrati ci è bastato un minuto per entrare in sintonia. Lui è un grande professionista e si fida di me”.

Il tuo augurio per Eva e Imma…
“Il mio augurio è quello di continuare a vivere in questa sana e trasparente complicità. Il loro è un messaggio di libertà a favore dell’amore. Chi l’ha detto che questa non è famiglia? Io i divorzi ancora non li vedo nelle unioni civili. L’unione civile oggi è un punto di arrivo, una decisione frutto di una storia, di tante considerazioni e riflessioni. Il vero amore probabilmente sta da quella parte”.

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