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Scalata del C-Beauty: da low-cost a prestige

Scalata del C-Beauty: da low-cost a prestige

DI REDAZIONE

Marchio cinese Marubi

Siamo abituati a pensare ai cosmetici cinesi come a prodotti a basso costo e di scarsa qualità. Il report di Kantar Group e della tech company cinese Tencent Holdings, riportato da Jingdaily.com, smentisce questa credenza. Secondo lo studio, è proprio nel 2019 che le aziende di bellezza nel Paese del Dragone stanno vivendo un momento di ‘rottura’, cioè stanno scalando la catena del valore, passando dal low-cost all’high-end. Di conseguenza, il C-Beauty, in virtù del riposizionamento, si trova ad affrontare nuovi competitor, ovvero i marchi internazionali di bellezza che sono presenti in Cina.

Il report evidenzia che 3 consumatori cinesi su 4 hanno acquistato cosmetici di aziende locali negli ultimi 6 mesi e per il 50% di questi si è trattato del primo acquisto C-Beauty. Inoltre, il 40% dei consumatori asiatici si dichiara disponibile ad acquistare prodotti cinesi in futuro e il 90% di questi farà un semplice riacquisto di cosmetici già provati.

Il motivo per cui i consumatori dell’ex Celeste Impero si stanno avvicinando alla bellezza locale non è più legato al basso prezzo dei prodotti. Infatti, è precipitato il numero di quanti puntano solo al risparmio, passando dal 48% nel 2007 al 26% nel 2018. Piuttosto, i consumatori attuali vedono nei cosmetici locali il giusto equilibrio tra qualità, innovazione stilistica cinese, presenza della storia e della cultura del Paese asiatico, nonché degli ingredienti originali del territorio. Tra i marchi più acquistati, si citano brand come White Rabbit, Inoherb e Marubi.

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